Covid, guerra, inflazione e Convoglio:
il 2022 è stato un anno travagliato

di Francesco Veronesi del 30 December 2022

TORONTO - In attesa dell’arrivo del 2023, ci stiamo preparando a lasciare alle spalle un anno tribolato. Tra il colpo di coda della pandemia, la scoppio della guerra in Ucraina, il Freedom Convoy e l’inflazione alle stelle, questo 2022 se ne va senza che in molti nutrano grandi rimpianti, con la speranza che il 2023 sia un anno che ci porti un minimo di serenità. Di seguito, una summa dei principali fatti del 2022.

La pandemia non è finita. Inutile nasconderlo: ci eravamo illusi che il 2022 sarebbe stato l’ultimo anno della pandemia di Covid-19 iniziata nei primi mesi del 2020 e che tanto ha pesato sulle nostre vite negli ultimi due anni. Purtroppo non è così. Fino a questo momento il Covid ha ucciso oltre 6,6 milioni di persone nel mondo. In Canada, stando al bollettino del ministero federale della Sanità, nelle ultime due settimane il Covid ha ucciso 507 persone, di queste 169 in Ontario e 124 in Quebec. Dall’inizio della pandemia, in Canada hanno contratto il Covid poco meno di 4,5 milioni di persone, mentre il bilancio delle vittime è salito a quota 48.948. I dati dell’ultima settimana, invece, parlano di oltre 17mila casi e 227 decessi provocati dal Covid-19. Ora, come alla fine del 2019, la maggiore minaccia è rappresentata dalla Cina, con la fine dei lockdown e l’aumento esponenziale dei casi. Il rischio è lo sviluppo di una nuova variante, che travolga poi anche il resto del mondo. Rimaniamo con il fiato sospeso, sperando per il meglio ma preparandoci al peggio.

La guerra. Il 24 febbraio inizia "l’operazione speciale" di Putin, in altre parole l’invasione russa dell’Ucraina. Il mondo occidentale ripiomba nella guerra fatta di missili, bombardamenti, vittime civili, ospedali presi di mira, fosse comuni: lunghissimo il campionario delle brutalità di cui si è macchiato il regime russo, mentre il popolo ucraino ha mostrato una resilienza ammirabile. A dieci mesi dall’inizio delle operazioni militari, la pace sembra un’ipotesi ancora molto lontana, addirittura non esistono le precondizioni nemmeno per abbozzare uno straccio di negoziato. Nel frattempo la Nato, con il Canada e l’Italia in prima fila, ha appoggiato senza se e senza ma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, fornendogli armi e aiuti umanitari in grande quantità.

Il Convoglio della Libertà. A livello di linguaggio e di comunicazione, siamo al livello "dell’operazione speciale" di Putin. Nel cosiddetto "Convoglio della Libertà" di libertà c’è davvero poco o nulla. Basta andare a guardare il pedigree degli organizzatori per farsi un’idea di cosa stiamo parlando: una colorita accozzaglia di estremisti di destra, suprematisti bianchi, negazionisti, no vax duri e puri e pluricondannati per reati legati al possesso di armi.

L’obiettivo dichiarato del Convoglio, che ha occupato la Capitale per settimane e alcuni passaggi di frontiera, era la fine delle restrizioni Covid volute dai vari livelli di governo, quelle stesse restrizioni che hanno impedito l’aumento dei ricoveri e dei decessi durante la pandemia. La protesta finì con l’attivazione, per la prima volta nella storia canadese, della legislazione d’emergenza, sulla quale si è sviluppata un’accesa polemica politica e sulla quale ha indagato la commissione d’inchiesta attivata dal governo federale.

La corsa dell’inflazione. L’aumento repentino del costo della vita è stata un’altra importante notizia del 2022. L’inflazione è aumentata a livelli record in Canada, in Italia, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e nell’Unione europea. In particolare ad aumentare sono stati i prodotti alimentari e tutti quei beni che compongono il carrello della spesa, con il conseguente crollo del potere d’acquisto delle famiglie canadesi. Paradossalmente lo strumento utilizzato da Bank of Canada per contrastare l’inflazione ha avuto l’effetto boomerang sulle tasche dei contribuenti: i sette consecutivi aumenti dei tassi d’interesse hanno infatti pesato sui mutui a tasso variabile e sui prestiti di denaro, con il risultato di aumentare il debito complessivo delle famiglie canadesi.

Ci sarà una tregua nel 2023? Gli economisti sul punto sono divisi, così come sul reale rischio che il Canada entri in recessione nei primi mesi del nuovo anno. I segnali sono contrastanti, bisognerà aspettare ancora un po’ per capire la futura tendenza.

Le vittorie di Tory e Ford. Ma il 2022 è stato anche l’anno delle elezioni comunali e provinciali, con la conferma dei due leader già al potere a Toronto e a Queen’s Park. John Tory ha sbaragliato la concorrenza alle urne, conquistando il terzo mandato alla fine del quale sarà il sindaco più longevo della storia di Toronto. Doug Ford ha invece vinto il suo secondo mandato come premier dell’Ontario, portando nell’assemblea legislativa provinciale una netta maggioranza parlamentare.

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