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Controlli, strade e sicurezza: il Pearson batte cassa

Controlli, strade e sicurezza: il Pearson batte cassa

Controlli, strade e sicurezza: il Pearson batte cassa

di Francesco Veronesi

TORONTO – È il principale scalo canadese con oltre 41 milioni di passeggeri all’anno, eppure soffre di problemi cronici: lunghe file per i controlli di sicurezza, attese interminabili alla dogana, viabilità inadeguata attorno all’aeroporto. Il Toronto Pearson International Airport è pronto a fare il grande salto ed entrare nella ristretta cerchia dei più grandi hub mondiali. Ma per farlo deve risolvere entro breve tempo le inefficienze e le inadempienze che in tutti questi anni hanno fatto da zavorra a una crescita della qualità e dei servizi riservata alle milioni di persone che utilizzano lo scalo torontino.

È quanto chiede, in sostanza, il rapporto “Growing Canada with a Mega Hub Airport”, nel quale viene chiesto a gran voce un sostegno in termini di investimenti da parte del governo federale per sprigionare tutto il potenziale economico finora rimasto inespresso. Perché se da un lato lo scalo di Toronto rappresenta già adesso un importante motore economico – creando 331mila posti di lavoro tra diretti e indiretti e incidendo del 6,3 per cento nell’economia dell’Ontario – dall’altro con un ulteriore sforzo da parte del governo federale l’aeroporto potrebbe crescere: nel rapporto viene fissato come obiettivo il raggiungimento di 80 milioni di passeggeri all’anno entro il 2035.

Ma in concreto come dovrebbe intervenire Ottawa? Nello studio vengono quantificate le somme necessarie per affrontare i problemi più impellenti. Il governo federale, ad esempio, dovrebbe stanziare fino a 50 milioni di dollari – in aggiunta ai 30 messi a disposizione dall’agenzia di controllo dello scalo – che servirebbero per l’acquisto di nuove apparecchiature e altri dipendenti: con questa mossa si abbasserebbero sensibilmente i tempi di attesa per il controllo dei passeggeri. Attualmente la media è di circa 20 minuti, con picchi che sono molto più alti a seconda dell’ora durante la giornata. Con questi soldi si arriverebbe a una media di 10 minuti. Altri 5 milioni di dollari servirebbero ad accorciare le file per i controlli alla dogana e all’immigrazione, dove le attese molto spesso sono lunghe e snervanti.

Servirebbero poi dei nuovi fondi per intervenire sulla viabilità attorno allo scalo. La 401, specialmente nelle ore di punta, non è quasi mai scorrevole e i tempi di percorrenza da e per l’aeroporto sono rappresentano un grande svantaggio per la competitività a livello mondiale dello stesso scalo. Che come obiettivo si pone di arrivare a livelli di efficienza dei principali aeroporti mondiali: il londinese Heathrow, il John F. Kennedy di New York e gli scali di Dubai e Singapore. Un altro impedimento, si legge poi nel rapporto, è rappresentato dai rallentamenti provocati dai controlli che vengono fatti sui visti dei passeggeri che fanno semplicemente scalo al Pearson e che di fatto non escono dall’aeroporto. In molti Paesi europei questi controlli sono stati aboliti e i benefici si sono visti.

(Venerdì 2 dicembre 2016)

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