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«Comunità ignorata da Villa Charities e dal Board cattolico

«Comunità ignorata da Villa Charities e dal Board cattolico

TORONTO – La gente ne parla sempre di più. E sempre di più si indigna per quello che sta succedendo.  Dopo le proteste dei residenti, dei membri, di vari esponenti politici dei vari livelli di governo, hanno messo nero su bianco il proprio disappunto per un’eventuale chiusura del Columbus Centre anche il professor Joseph Cafiso e l’avvocato Ralph Ciccia. «Frequento tante persone della comunità italiana ed ho constatato che rispetto ai mesi passati l’argomento più gettonato è proprio quello che riguarda il futuro del Columbus Centre – dice Franco Misuraca, delegato per il Canada del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (C.T.I.M.) – la comunità è sempre più attenta, c’è un interesse sempre maggiore mentre i direttori del Board di Villa Charities continuano a rimanere in silenzio».
La mancanza di trasparenza, le cose mai dette, il non agire alla luce del sole è quanto Misuraca trova poco corretto. «Quel che sappiamo con certezza è che il Columbus Centre è nato come organizzazione comunitaria non profit ed ora nel nuovo progetto è stata inclusa la costruzione di 3.000 appartamenti la cui vendita porterà ovviamente dei guadagni. Ma allora questo è un business, dove è finita l’organizzazione non profit?».
Misuraca lancia accuse al vetriolo al Board di Villa Charities che a suo dire ha lasciato ai margini la comunità, dimenticando completamente lo scopo per il quale è nato il Columbus Centre: «Da quasi quarant’anni non siamo mai stati messi al corrente del modo con cui viene rinnovato il Board, tutto avviene in modo poco chiaro, non si sa mai nulla – continua Misuraca – quel che vorrei sapere è perchè i direttori del Board non prendono in considerazione un incontro con la comunità nel quale dicano in modo chiaro come stanno le cose, a chi appartiene adesso il Columbus Centre, cosa è successo  dalla sua nascita ad oggi».
Trasparenza e informazione. Per Franco Misuraca sono essenziali per riuscire a capire cosa sta succedendo. «Il Board ha il dovere soprattutto morale  di fronte alla comunità – dice Misuraca – se queste persone hanno un po’ di dignità debbono dialogare alla luce del sole».
Ma non è solo Villa Charities ad adirare Franco Misuraca. «Anche il provveditorato cattolico di Toronto, che penso sia finanziato da circa l’80% delle famiglie di origine italiana, deve dare conto ai cittadini che pagano le tasse – continua l’esponente comunitario – chiedo una risposta chiara e forte perchè altrimenti sono pronto a dare il via ad una raccolta firme per chiedere che  parte delle nostre tasse venga data al board pubblico e non più a quello cattolico che non prende in considerazione il desiderio della comunità italiana di salvare il Columbus Centre. Sia Villa Charities che il board cattolico di Toronto si comportano male e a perderci è solo la comunità italiana».
Abbiamo cercato di contattare sia il TCDSB che Villa Charities ma fino al momento di andare in stampa non abbiamo ricevuto le risposte alle nostre domande.
 
 
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