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Columbus Centre: Un anno di lotta per la comunità

Columbus Centre: Un anno di lotta per la comunità

Nella foto un momento di una manifestazione a difesa del Columbus Centre
 
TORONTO –  Non c’è stato un attimo di tregua per la comunità italocanadese dopo che alla fine dello scorso aprile, il Toronto Catholic District School Board e Villa Charities Inc. sono venute allo scoperto con il loro progetto che prevede la demolizione del Columbus Centre. 
Una dichiarazione di guerra vera e propria per le persone che di questo centro comunitario all’incrocio di Lawrence e Dufferin, hanno fatto un punto di riferimento: qui sono stati ricevuti politici italiani e canadesi ed artisti famosi, qui sono state organizzate innumerevoli mostre, qui si può fare attività sportiva, seguire corsi di lingua e cultura italiana ed altro ancora. Quando la comunità si è resa conto che tutto questo era in procinto di venire spazzato via ha reagito con grande determinazione ed unita più che mai. In questo 2017 che volge al termine la notizia più importante dal punto di vista comunitario è proprio questa: del Columbus Centre si parla e si discute in ogni angolo della città. Non c’è italocanadese che non si senta chiamato in causa e che non si senta offeso da un progetto catapultato dall’alto, che non gode dell’approvazione della gente. Ma oltre a far unire ancor di più la comunità italiana, questa discutibile iniziativa del board cattolico di Toronto e di Villa Charities Inc., è riuscita a guadagnarsi la disapprovazione di altre comunità, quella  ebraica in primo luogo, che del Columbus Centre hanno fatto da decenni un punto di riferimento.
Quel che ha fatto infuriare la gente è stata ovviamente la futura – se il progetto andrà in porto – distruzione del centro, ma anche la mancanza di trasparenza del TCDSB e di VCI che hanno cercato di superare ogni eventuale ostacolo, mettendo la comunità davanti a cose fatte: la scuola Dante Alighieri e il Columbus Centre accorpati in un unico nuovo edificio proprio dove adesso sorge il centro e un piano di sviluppo edile che prevede la costruzione di tre grattacieli in grado di ospitare dalle tre alle cinquemila persone. Mentre la comunità è destinata a perderci, c’è chi ci guadagna.
Non è andata così però. Meeting, manifestazioni di protesta, la costituzione di una associazione, la Columbus Athletic and Social Association (CASA), contro la paventata rasa al suolo del Columbus Centre, gli interventi a Queen’s Park e alla Camera dei Comuni di Ottawa di Colle e Mendicino per sollevare la questione, il sostegno di numerosi politici, avvocati e imprenditori della comunità italiana sono stati la risposta al progetto. Oltre al tamtam del Corriere Canadese che da mesi continua a riportare gli umori della comunità e gli aggiornamenti sul caso. Come ad esempio la richiesta avanzata da TCDSB e VCI  all’Ontario Municipal Board di poter andare avanti con il progetto, mossa tattica concepita per circonvenire la schiacciante opposizione della comunità. Una comunità che non è rimasta a guardare e che assieme al consigliere Maria Augimeri, proprio al fine di salvare il centro, ha richiesto una  “Heritage Evaluation of the Columbus Centre” il cui risultato sarò reso noto presto. Il deputato provinciale Mike Colle, inoltre, ha ottenuto dal ministro Mitzie Hunter il blocco dello stanziamento di 32.8 milioni di dollari al TCDSB per costruire la nuova Dante mentre il trustee Sal Piccininni ha presentato una mozione contro la demolizione del Columbus Centre. “Si può costruire la nuova scuola su un terreno di proprietà del TCDSB”, ha affermato. La comunità non è rimasta con le mani in mano e continua a lottare per riuscire a far rimanere lì dove è, all’incrocio di Lawrence e Dufferin, il suo Columbus Centre.
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