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Columbus Centre: TCDSB e VCI, un progetto da milioni di dollari

Columbus Centre: TCDSB e VCI, un progetto da milioni di dollari

TORONTO – Bisognerà attendere il 17 novembre per cercare di capire se di fronte a tanta pressione i trustee del Toronto Catholic District School Board (TCDSB) hanno intenzione di fare un passo indietro. Sarà infatti allora che il trustee Sal Piccininni potrà presentare il suo avviso di mozione durante la riunione del Board cattolico di Toronto.  
Piccininni non demorde e nonostante le difficoltà incontrate fin dall’inizio ha ottenuto il permesso di presentare la sua mozione per salvare il Columbus Centre. Dalla sua parte c’è una comunità che continua a battersi per poter far valere le proprie ragioni di fronte al TCDSB e a Villa Charities Inc. (VCI) determinati più che mai ad andare avanti col progetto che accende sempre di più gli animi. Nella comunità si discute, la gente parla, si fa domande che spesso rimangono senza risposte, organizza manifestazioni per far sentire la propria voce ed ora ripone le sue speranze anche nella mozione di Piccininni che rappresenta un momento chiave nella vicenda. Lo scenario, tra poco più di tre settimane, potrebbe cambiare e le speranze della comunità legata al Columbus Centre, riacquistare forza. In fondo, le richieste avanzate da Piccininni sono semplicemente dettate dal buon senso: qualora dal rapporto che verrà stilato al termine delle consultazioni pubbliche che finiranno il 31 gennaio prossimo emerga che non c’è il sostegno schiacciante della comunità al progetto che porta la firma del TCDSB e di VCI, il board dovrebbe abbandonare l’accordo di partnership con Villa Charities Inc. e procedere con la costruzione della Dante Alighieri Academy su un terreno di proprietà del Board cattolico di Toronto.
Prendere in considerazione come priorità l’ipotesi di costruire su un proprio terreno sembrerebbe la cosa più normale del mondo. Non è successo così  però in questo caso dove le due parti in questione, TCDSB e VCI si ostinano a voler costruire e condividere un edificio sulle ceneri del Columbus Centre.
Come ha già fatto notare Sal  Piccininni, che finora è uno dei pochi se non l’unico tra i trustee ad andare controcorrente, «come trustee non devo certo occuparmi di fabbricare o aiutare un appaltatore a tirare su palazzi. Non abbiamo bisogno di associarci con altri per costruire scuole per i nostri ragazzi».
Proprio così. I progetti edili non rientrano nei compiti cui è chiamato un provveditorato scolastico: nel caso specifico quello cattolico dovrebbe promuovere l’istruzione e i valori cattolici.
 A guadagnarci, analizzando la situazione, sarebbero sia Villa Charities Inc. che il Board cattolico di Toronto: la prima, con la costruzione dei tre grattacieli i cui appartamenti una volta venduti porterebbero nelle sue casse milioni di dollari di profitto, il secondo che per legge avrebbe diritto a 2mila dollari per ogni unità costruita e quindi potrebbe assicurarsi parecchi milioni di dollari. In questo progetto i vincitori, alla fine, sembrano essere proprio il TCDSB e VCI. 
Chi ci rimette in tutto questo è la comunità che perderebbe il tanto amato Columbus Centre. Senza contare che di certo la gente non è felice di vedere sperperare il denaro pubblico: investire 32.8 milioni di dollari per una scuola della quale, con il calo delle iscrizioni, non c’è alcuna necessità non è certo una scelta azzeccata. 
Ma, come spesso accade, a guidare decisioni importanti è il dio denaro.
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