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Columbus Centre, non c’è ancora il nuovo progetto

Columbus Centre, non c’è ancora il nuovo progetto

TORONTO –  Il conto alla rovescia è iniziato. I 60 giorni di tempo (concessi al Tcdsb per modificare il progetto Columbus Centre/Dante Alighieri) stanno per scadere e da fonti ben informate Villa Charities non ha ancora stilato un piano da sottoporre al Toronto Catholic District School Board che a sua volta dovrà presentarlo al ministro dell’Istruzione.
Sembra proprio che le cose si stiano complicando ulteriormente e che alla saga sul controverso progetto che porta la firma di Villa Charities e del provveditorato cattolico debbano aggiungersi altri capitoli. Oggi Villa Charities dovrebbe infatti incontrare, in un meeting a porte chiuse, il Board cattolico di Toronto per discutere delle modifiche da apportare al progetto affinchè possa essere approvato dal ministro Mitzie Hunter. Sempre secondo i bene informati ci sarebbe l’intenzione da parte di Villa Charities di chiedere una proroga della scadenza di fine agosto data dalla Hunter. Tutto fa pensare che in questi due mesi non siano stati fatti molti progressi e che rimangono sul tavolo ancora molte questioni irrisolte. 
Sembra infatti che non siano state apportate le modifiche richieste nel nuovo progetto: non rimarrebbe intatta, come richiesto, la parte centrale del Columbus Centre (ovvero la Rotunda), la galleria d’arte e la biblioteca oltre al monumento ai caduti sul lavoro. Non verrà ricostruita la piscina e la pista per correre, e la conservazione degli spazi verdi in particolare per i residenti di Caboto Terrace e di Casa Del Zotto rimarrà un desiderio irrealizzato.
Villa Charities, in sostanza, non sarebbe andata incontro alle richieste e ai desideri della comunità: le distanze non si sono accorciate. Tutt’altro. Non sembra esserci sul tavolo, finora, un progetto in grado di far tornare il sereno nel rapporto tra la comunità e Villa Charities. D’altra parte Villa Charities Inc. non fa nulla per migliorare la relazione, oramai incrinata, con i suoi membri: con una lettera a firma del presidente e Ceo Anthony Di Caita infatti i membri che frequentano le strutture ginniche e i programmi culturali sono stati avvisati di un aumento immediato della tessera di iscrizione del 10 per cento. Una decisione, scrive Di Caita, che è stata presa dopo aver esaminato la struttura dei prezzi, prezzi che non sono mai aumentati nel corso degli ultimi anni. 
La decisione giunge però in un momento delicato e sembra quasi che voglia scoraggiare le iscrizioni. Un calo di persone che frequentano il centro giustificherebbe in un certo senso il suo ridimensionamento e i cambiamenti in programma.
La prossima settimana sarà, in pratica, bollente: il ministro Hunter aspetta il nuovo progetto per decidere se “sganciare” al board i 32.8 milioni di dollari. Qualora Villa Charities Inc. chiedesse ancora tempo, bisognerà vedere anche se il ministro Hunter sarà disposto a concederlo. 
La strada davanti a Villa Charities e al Tcdsb non sembra essere affatto priva di ostacoli.
Abbiamo provato a contattare Villa Charities e il Tcdsb per chiedere un commento ma fino al momento di andare in stampa non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
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