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“Columbus Centre, no alla demolizione”

“Columbus Centre, no alla demolizione”

TORONTO – Il secondo “community workshop” con Maximum City e Dillon Consulting, rappresentanti di Villa Charities Inc. e del Toronto Catholic District School Board, non ha riservato grosse sorprese. Tutto è andato come da copione. Presenti 75 partecipanti contro la riqualificazione e almeno 10 consulenti e personale del board di Villa Charities e del Board cattolico di Toronto. «VCI e il TCDSB e i consulenti “obiettivi” da loro ingaggiati hanno presupposto erroneamente che saremmo stati felici di aiutarli a “mettere a punto” il loro progetto distruttivo – dice Vera N. Held, team leader con CASA – Non vogliamo farne parte e lo abbiamo detto e ripetuto. Noi siamo Davide, loro Golia. Si sa come è finita quella lotta».
Secondo la Held, questi incontri lasciano il tempo che trovano, sono del tutto inutili. «Non ero presente al primo workshop, ma il team di CASA mi ha riferito che si trattava di una farsa totale e di una enorme perdita di tempo dal momento che non vi era alcuna obiettività,  conosco una persona che era talmente disgustata ed è andata via – continua Vera Held – sono felice di poter dire che questo secondo workshop è andato in modo diverso, eravamo preparati e abbiamo esposto le nostre preoccupazioni. Il nostro team è stato temerario ed anche altri membri della comunità, che ho incontrato per la prima volta, sono stati meravigliosi nell’alzare la voce e fare uscire la verità».
Inoltre i consulenti, secondo la team leader con CASA, non hanno dimostrato grande preparazione. «La consulente presente al mio tavolo, a quanto pare, ha perseguito opportunità educative nell’apprendimento esperienziale che coinvolge gli studenti fuori dalla classe e li immerge in un ambiente urbano dinamico, ma noi non siamo studenti dentro o fuori  un’aula scolastica – dice la Held – questa consulente è stata chiaramente superficiale e non ha potuto coinvolgere efficacemente un gruppo energico di professionisti istruiti e con esperienza di lungo corso».
    Seduto al tavolo con Vera Held c’erano anche Kerry Kotlarchuk e altri otto agguerriti sostenitori di CASA. «Tra di loro erano presenti  due donne, che hanno circa 80 anni, hanno detto di amare i programmi di aquafit, un altro anziano che parlava con grande passione del Columbus Centre, un italiano di circa 60 anni che raccontava che lui frequenta il Columbus Centre dal primo giorno in cui è stato inaugurato – dice Kerry Kotlarchuk – le uniche a pensarla in maniera diversa sono state due donne che hanno detto di far parte del board di Villa Charities Inc.». 
Una di queste due sostenitrici del progetto ha poi cercato di mettere in difficoltà i fautori del Columbus Centre: «Quando si è rivolta a noi sostenitori chiedendo come potrebbe esistere e continuare a servire la comunità una struttura così vecchia e fatiscente, l’abbiamo letteralmente lasciata senza parole – continua Kotlarchuk – penso che i membri di CASA presenti abbiano dominato, sono stati molto preparati ed hanno fatto il loro punto in modo chiaro con una passione che non si può descrivere. Credo che l’80 per cento dei presenti abbiano sostenuto CASA».
“Il popolo” del Columbus Centre non si scoraggia e continua a far sentire la sua voce anche se VCI e TCDSB fanno orecchie da mercanti.
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