Columbus Centre, la vicenda scavalca i confini della comunità

di Mariella Policheni del July 17, 2017
TORONTO - Si allarga a macchia d’olio il dibattito sul Columbus Centre. Anche gli organi d’informazione in lingua inglese hanno iniziato a pubblicare articoli sul controverso progetto del Toronto Catholic District School Board (TCDSB) e di Villa Charities mettendo in luce l’amarezza  e la decisione a lottare fino in fondo della comunità italo-canadese.
 
Secondo il presidente
e Ceo DiCaita i lavori
per la costruzione
inizieranno la
prossima estate

In un lungo articolo, ad esempio, la CBC, ha messo in luce come il Columbus Centre, che ospita nella sua struttura palestra, ristorante, galleria d’arte e un vasto terreno con giardini bellissimi rischi ora di essere raso al suolo. Il motivo? È il progetto da 70 milioni di dollari per riqualificare il sito all’incrocio di Lawrence Avenue West e Dufferin Street. A costruire tutto questo, viene precisato, alcuni decenni fa è stata la comunità italiana di Toronto ma ora Villa Charities, organizzazione che gestisce il centro, assieme alla TCDSB ha deciso di radere tutto al suolo e costruire un nuovo edificio nel quale possano trovare posto sia la scuola superiore che il Columbus Centre. 
Intervistato dalla CBC il presidente e Ceo di Villa Charities Anthony DiCaita ha dichiarato di prevedere l’inizio dei lavori entro la prossima estate e il completamento della nuova costruzione nel 2020. Nè l’opposizione del consiglio comunale di North York prima e quella del consiglio della città di Toronto che cercherà di fermare il progetto di fronte all’Ontario Municipal Board (OMB) dopo, nè la possibilità che il Columbus Centre possa essere designato “heritage site”, nè la rivolta della comunità sembrano aver intaccato la decisione del Board di Villa Charities che continua a puntare alla realizzazione del progetto. «Costruiremo un auditorium... chef provenienti da tutto il mondo offriranno lezioni di cucina, le nostre strutture per il fitness saranno modernizzate e poi avremo accesso a un sacco di spazi nella parte dell’edificio che sarà occupata dalla Dante Alighieri», ha detto convinto DiCaita. 
Molto meno ottimiste riguardo il futuro sono le persone che frequentano il Columbus Centre e che in questo progetto firmato TCDSB/Villa Charities non ci credono neanche un po’. «Riteniamo che la strada intrapresa sia destinata a dare il via a un esodo di membri fino al punto in cui il Columbus Centre morirà di morte naturale - ha detto Joseph Baglieri, che da 30 anni frequenta il centro e che fa parte del gruppo “Save the Columbus Centre” - la comunità non è stata consultata in modo adeguato e una struttura dove c’è un mix di adolescenti e persone anziane, ovvero scuola e Columbus Centre, non  è mai positivo».
Quel che Baglieri afferma, così come i tantissimi altri membri della comunità che stanno lottando con le unghie e con i denti per “salvare il Columbus Centre”, è che «non si tratta solo di mattoni e malta, il Columbus Centre rappresenta il fulcro, il punto di riferimento della comunità italiana fin dalla sua nascita alla fine degli anni Settanta, inizio anni Ottanta».
A schierarsi dalla parte della comunità sono stati in tantissimi: tra questi il deputato provinciale Mike Colle ed il consigliere comunale della zona Josh Colle. «C’è opposizione al progetto perché realizzarlo significa demolire il Columbus Centre che è il gioiello della comunità italocanadese in Canada».

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Piccininni mentre presenta la mozione in aula al TCDSB

 TORONTO - C’è un barlume di speranza per quelli che stanno combattendo contro la demolizione del Columbus Centre e  dei programmi per il quale è stato costruito e che il direttivo della Vci ha deciso di distruggere  con tutto l’edificio.

Giovedì scorso, circa una settantina (70) persone ha affollato gli esterni del Tcdsb all’80 di Sheppard Avenue, per sostenere il fiduciario Sal Piccininni.
Quest’ultimo aveva tentato di presentare una mozione da discutere durante una riunione del Comitato per lo Student Welfare e Human Resources, affinché il Tcdsb facesse un passo indietro sull’accordo con la Vci verso la demolizione del Columbus Centre.
Il presidente inizialmente ha bocciato la mozione perché fuori agenda. 
Piccininni però non demorde. Nei diversi giorni seguenti si è giunti a una sorta di compromesso e gli è stato accordato il permesso di presentare il suo intento di discutere la mozione in piena riunione del Tcdsb il prossimo 17 novembre. 
La mozione é qui allegata.
Il piccolo esercito di sostenitori si è quindi diretto all’interno della sala riunioni per ascoltare direttamente la presentazione del signor Piccininni e poi raccogliersi intorno a lui e al fiduciario, vice presidente, Frank D’Amico, all’entrata dell’edificio per esprimere a questi i loro sentimenti di gratitudine.
Sono circolate voci che la Vci ha minacciato una querela contro il Tcdsb per l’inadempimento verso “la realizzazione dell’affare” che ha controfirmato. 
Anche se ciò è stato confermato, seppur in anonimato, da tre fiduciari, né il presidente della Vci Aldo Cundari, né l’amministratore delegato Tony De Caita, hanno prontamente risposto per cofermare o respingere la veridicità di questa tattica.
“Non dico nulla a proposito”, ha affermato Piccininni, “posso solo riferire a voi e ai miei colleghi che questo problema è andato lungamente oltre la comunità locale e nessuno tra quelli che ho incontrato sta sostenendo il progetto”.

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