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Columbus Centre, chiusa la Carrier Art Gallery: gli ultimi sviluppi

Columbus Centre, chiusa la Carrier Art Gallery: gli ultimi sviluppi

TORONTO –  In attesa di procedere alla demolizione materiale del Columbus Centre, è già in atto lo smantellamento delle strutture che in questo trovano posto fin dalla sua nascita. È di due giorni fa la notizia, giunta come un fulmine a ciel sereno, del licenziamento del curatore della Joseph Carrier Art Gallery Rosa Graci.

 «Alla Graci, che nel 2002 ha preso il posto di Flavio Belli, è stato detto che la galleria chiuderà immediatamente per  riqualificazione – ha detto l’artista Christine Genowefe che ha esposto i suoi lavori alla Carrier – Rosa ha fatto un ottimo lavoro portando in attivo i conti in rosso senza contare che ci sono mostre in programma fino al 2019».

Il tanto temuto smantellamento della galleria d’arte sta già diventando realtà. «Si comportano come un torero che infilza una lancia nel toro per metterlo in ginocchio – continua amareggiata la Genowefe –  la Carrier, che è l’anima della componente culturale del Columbus Centre, è stata chiusa due giorni fa. Sembra proprio che stiano facendo tutto il possibile per scoraggiare la gente dall’andare al Columbus Centre».
Ora, che il processo di disfacimento del Columbus Centre sembra avere già preso il via, la gente si chiede anche cosa ne sarà di tutte le opere d’arte donate alla Carrier Art Gallery nel corso degli anni. «Nella lobby c’è ad esempio un dipinto molto grande di Ken Kirkby il cui valore al giorno d’oggi si aggira sui 100mila dollari oltre a tantissimi altri dipinti di vari artisti che trovano posto negli uffici dei dirigenti – aggiunge Christine Genowefe che ha insegnato in seno al provveditorato cattolico per 39 anni – cosa ne sarà di questi dipinti?».
Sono tanti i punti oscuri su quanto sta per succedere al Columbus Centre così come manca la trasparenza nell’operato di Villa Charities: questa situazione ha spinto Ian D. MacDonald, membro del Columbus Centre da vari decenni e fondatore della Columbus Athletic and Social Association (CASA) a scrivere a tutti i direttori di Villa Charities: «Come direttore ha la responsabilità legale per le decisioni finanziarie e operative prese dal board. In base alla mia esperienza, lunga 40 anni, di dirigente senior presso Dun & Bradstreet, Creditel e Equifax posso dire che esiste un problema serio a Villa Charities Inc. Le società corrette non si comportano nel modo in cui si sta comportando Villa Charities – ha scritto MacDonald –   È giunto il momento che Villa Charities sia aperta e onesta con i 4.000 membri del Columbus Centre che hanno la competenze, l’esperienza e le risorse per far tornare a splendere nuovamente il Columbus Centre e Villa Charities». MacDonald è più agguerrito che mai nell’intento di mettere di fronte alle proprie responsabilità i direttori di Villa Charities. «Gli avvocati del nostro gruppo e il pianificatore della città stanno esaminando tutte le implicazioni giuridiche. Abbiamo bisogno di parecchie migliaia di dollari per finanziare un’indagine legale da parte di uno studio di ricerca specializzata in questo tipo di cose. Il governo federale stabilisce regole molto rigide su come le organizzazioni di beneficenza possono spendere il denaro – continua MacDonald – fino a quando  questi direttori di Villa Charities non saranno sostituiti da persone in grado di capire le esigenze della comunità, continueremo a far sì che  la comunità venga ascoltata».
 
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