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Columbus Centre, alla ricerca della verità non detta

Columbus Centre, alla ricerca della verità non detta

TORONTO – Sempre più nodi stanno venendo al pettine. Più tempo passa e sempre più domande sorgono spontanee riguardo il progetto del Toronto Catholic District School Board e di Villa Charities. Progetto che continua ad essere, in attesa che venga assegnata una data, di fronte all’Ontario Municipal Board. A chiedersi come mai non sia stato ritirato, considerata la bocciatura del Consiglio comunale di North York, di quello di Toronto e del ministro Mitzie Hunter, sono in molti. “Il caso è attivo” confermano dall’OMB.
A far infuriare la comunità è proprio questa mancanza di trasparenza che pervade l’operato di Villa Charities. Finora nessun componente della sua dirigenza ha informato la comunità sulle motivazioni che spingono Villa Charities a continuare con il ricorso davanti all’OMB. Come ha già detto il deputato provinciale Mike Colle «manca il buon senso di ritirare un piano che non verrà approvato in nessun caso dal ministro dell’Istruzione. Così facendo dimostrano ancora una volta che non sono in buona fede». Insomma un progetto che non è stato approvato dalla Hunter, dal consiglio comunale di North York, da quello della città di Toronto e dalla comunità, è in attesa di ricevere un ok dall’OMB.
Ma non è solo una conferma a giungere dal tribunale amministrativo al quale Villa Charities Inc. (non il suo partner TCDSB) si è rivolta per poter avere il via libera e realizzare il progetto tanto contestato dalla comunità. Nella domanda presentata dall’avvocato Quinto M. Annibale che rappresenta Villa Charities Inc., della quale il Corriere Canadese è venuta in possesso, emerge che le idee su cosa fare sono chiare, anzi chiarissime e non come affermato dal chair Aldo Cundari giovedì scorso, ancora da definire. Alla domanda di una trustee circa i futuri progetti per il sito posta durante una riunione con il TCDSB Cundari aveva risposto «Nessuno… almeno fino a quando sono in carica io». 
Le domande presentate all’OMB però sono più di una. Con la prima in data 1mo novembre, 2016 Villa Charities Inc. ha chiesto l’approvazione della planimetria per un uso congiunto con il TCDSB di un edificio di 4 piani che verrà edificato sulla sezione nord-ovest del sito: ha chiesto inoltre l’autorizzazione per poter riorganizzare il terreno in questione per quanto riguarda il parcheggio, il paesaggio e i marciapiedi pedonali. 
Inoltre il richiedente, si legge nel ricorso presentato il 16 maggio 2017, ha presentato una domanda per un Zoning By-law Amendment e per l’approvazione di un progetto di suddivisione al fine di costruire un edificio e una strada pubblica come richiesto dalla Città. Cundari, dicendo durante il meeting della scorsa settimana, che il Columbus Centre «non genera un significante introito finanziario» e che «il terreno può essere utilizzato per un uso economico più fruttuoso» ha di fatto confermato che nel futuro Villa Charities vede uno sviluppo edile sul terreno di sua proprietà. Insomma tutto quel fazzoletto di terreno che va da Lawrence Avenue a Playfair dovrebbe essere soggetto a cambiamenti degni di nota, il cui nucleo è la costruzione di abitazioni dalla cui vendita poter ricavare introiti. Cade in poche parole la formula “senza scopo di lucro” che descrive Villa Charities. Il lucro ci sarà. Eccome. 
Intanto un altro tarlo è entrato nella mente della gente che adesso, con insistenza sempre maggiore,  considerato che Villa Charities si sta arrogando il diritto di fare quel che crede con il Columbus Centre, si chiede «È Villa Charities il proprietario? E da quando?». Nessuno  ha mai chiarito questo aspetto alla comunità. Quella comunità che tanti anni addietro ha fatto enormi sacrifici per la sua costruzione. 
 
 
 
 
 
 
 
 
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