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Columbus Centre: L’on. Di Nino si scaglia contro Villa Charities Inc.

Columbus Centre: L’on. Di Nino si scaglia contro Villa Charities Inc.

Foto: On. Consiglio Di Nino
 
TORONTO –  Il disappunto è tale che ha deciso di scendere in campo  per dire la sua, ma anche per puntare il dito contro il board di Villa Charities Inc. (VCI).
Le parole dell’on. Di Nino, che è stato uno dei fondatori del Columbus Centre, sono dure sia verso il progetto che l’operato di Villa Charities Inc., che non si è di certo comportata, a suo parere, in modo impeccabile. “Credo che Mary Bartolini, Joseph Carrier, Marco Muzzo, Fred De Gasperis, Helen Lettieri stiano guardando giù dal loro posto in Paradiso, unendosi al resto di noi e scuotendo la testa per quello che sta accadendo al nostro amato campus – scrive Di Nino nella lettera inviata al Toronto Catholic District School Board e in copia al chair di VCI Aldo Cundari – divisioni profonde sono state create e  la visione originale è stata, nel migliore dei casi, offuscata”.
L’amarezza dell’on Di Nino, che con il Columbus Centre ha sempre avuto un forte legame, è immensa. “Sono fortemente contrario alla proposta di riqualificazione avanzata dal board del VCI – continua Di Nino – la sua strategia di pianificazione e comunicazione somiglia a quella che ci si potrebbe aspettare da un proprietario privato. Il board non si è consultato in modo significativo con i legittimi proprietari, la comunità!”.
Consiglio Di Nino è un fiume in piena e di certo non le manda a dire: “I recenti tentativi di consultarsi con  la comunità sembrano essere nient’altro che vergognose strategie di marketing che hanno mandato su tutte le furie quelli che si oppongono al progetto proposto – continua a scrivere Di Nino – i rappresentanti di VCI hanno mostrato scarso o nessun rispetto verso chiunque non fosse d’accordo con loro”.
L’on. Con Di Nino, nella sua lettera ripercorre a grandi linee, la nascita del Columbus Centre non trascurando di menzionare il grande aiuto ricevuto dall’allora premier Davis “un amico molto rispettato della nostra comunità”. Di Nino continua elencando alcune delle attività che si svolgono al Columbus Centre, della capacità di questo angolo all’incrocio di Dufferin e Lawrence, di aggregare le persone, di essere un punto di riferimento per stare assieme, divertirsi e perchè no, “celebrare la cultura italiana, assieme alle altre culture, nel nostro Paese multiculturale”. “Sono fermamente convinto che i terreni di VCI dovrebbero rimanere terreni di VCI ed essere mantenuti per uso comunitario come era stato stabilito dal gruppo dei fondatori”.
Una comunità, questa, che include sia i residenti di Villa Colombo, Caboto Terrace, Casa Del Zotto, che coloro che usano le strutture e che organizzano ogni sorta di evento: “Concerti, riunioni, mostre d’arte, eventi pubblici e privati, celebrazioni di compleanni, matrimoni, battesimi, prime comunioni, così come celebrazioni della vita di persone care defunte… soprattutto una comunità in cui nessuno è escluso”, scrive ancora Di Nino.
È un board, questo che ha progettato la demolizione del Columbus Centre, lontano anni luce dalla visione di coloro che hanno dato vita al centro comunitario “italian-style”. Il progetto di far passare una strada nel verde del campus, è secondo Di Nino, “pura follia” e avrebbe un “impatto grave e negativo sul piccolo paradiso all’angolo di Lawrence e Dufferin”. “Dovesse succedere – conclude Consiglio Di Nino – sono certo che a Tony Fusco e a me si uniranno tantissime altre persone quando ci metteremo davanti ai bulldozer per bloccarli”.
 
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