Clima, energia, Covid:
attesa per il Vertice
dei “Tre Amigos”

di Francesco Veronesi del November 15, 2021

TORONTO - Ottawa, 29 giugno 2016. Justin Trudeau, insieme al presidente americano Barak Obama e alla controparte messicana Enrique Peña Nieto, presiede il vertice North American Leaders’ Summit (NALS), meglio conosciuto come il vertice dei Tre Amigos. Da allora i leader dei tre Paesi non si sono più incontrati. La pausa, lunga oltre cinque anni, è stata voluta dalla precedente amministrazione americana guidata dall’ex presidente Donald Trump e prolungata la scorsa estate dalle incertezze provocate dalla pandemia di Covid-19. Ora siamo di fronte alla svolta, con un tentativo di normalizzazione dei rapporti tra Canada, Stati Uniti e Messico.

Le relazioni tra i tre Paesi negli ultimi anni hanno risentito, e parecchio, dell’approccio unilaterale imposto dallo stesso Trump e delle scorie provocate dal lungo e travagliato negoziato per l’approvazione del nuovo Nafta. Da quel summit estivo di cinque anni fa, due dei tre principali protagonisti sono cambiati. Al posto di Enrique Peña Nieto troviamo il nuovo presidente messicano Lopez Obrador ma soprattutto abbiamo un nuovo inquilino della Casa Bianca, Joe Biden.

Detto questo, tra Ottawa e Washington rimangono delle frizioni e dei punti critici che dovranno essere risolti. Il primo è quello relativo alle risorse energetiche, con il nodo degli oleodotti che tante conseguenze sta provocando nel nostro Paese.

Appena eletto, Biden ha firmato un ordine esecutivo con il quale sostanzialmente si poneva fine al progetto di estensione della Keystone Xl, la pipeline che collega le zone delle sabbie bituminose in Alberta con le raffinerie petrolifere del Texas. E proprio la provincia governata dal premier Jason Kenney, per lo stop voluto da Biden, ha subito un pesante impatto economico stimabile in molti miliardi di dollari.

Lo stesso Kenney ha accusato Trudeau di non aver fatto abbastanza per tutelare gli interessi dell’Alberta e, di conseguenza, del Canada nei confronti degli Stati Uniti. Il tema dell’energia, ovviamente, è previsto nell’agenda di discussione del summit dei Tre Amigos, in programma giovedì a Washington. Ma non solo. I tre leader discuteranno di cambiamenti climatici - tema questo intimamente legato a quello energetico - alla luce anche della firma dell’accordo di Glasgow durante il Vertice delle Nazioni Unite Cop26, un’intesa al ribasso che lascia parecchio a desiderare e che ha deluso coloro che si aspettavano un passo avanti più coraggioso della comunità internazionale nella lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.

Tra i temi che saranno affrontati, poi, troviamo la possibilità di una risposta coordinata alla sfida lanciata dalla pandemia, la situazione in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe della Nato e il ritorno al potere dei talebani e più in generale le prospettive di ripresa e crescita economica dopo lo stallo provocato dai lockdown anti Covid. Il Canada, infine, vive con preoccupazione la possibilità che, sotto la presidenza Biden, gli Usa optino per una svolta verde anche nel settore auto con il rischio che vi possano essere delle ripercussioni in termini occupazionali negli stabilimenti automobilistici a Windsor, Brampton e Oshawa.

Anche in questo caso, cresce l’attesa per i risultati del vertice, perché le conseguenze saranno di grande importanza.

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