CorrCan Media Group

Cina, condannato a morte un altro canadese

Cina, condannato a morte un altro canadese

Cina, condannato a morte un altro canadese

PECHINO – Terza condanna a morte in Cina per un canadese. Dopo quelle inflitte a Robert Schellenberg e Fan Wei, per i quali è stata decisa, lo scorso anno, l’applicazione della pena capitale con l’accusa di droga, è la volta della condanna di Xu Weihong, anch’egli canadese. Una decisione che arriva a meno di due settimane da una nuova udienza di estradizione, a Vancouver, per Meng Wanzhou di Huawei, accusata dagli Stati Uniti di frode legata per violazioni delle sanzioni americane contro l’Iran e tuttora ai domiciliari nella metropoli canadese. L’udienza si terrà infatti il 17 agosto di fronte alla Corte Suprema della Columbia Britannica.

Xu Weihong è stato accusato di aver acquistato attrezzature e materie prime per la fabbricazione di droghe nell’ottobre del 2016, nonché di aver fabbricato la ketamina a casa di un’altra persona e di averla immagazzinata nella sua residenza nel distretto di Haizhu a Guangzhou, secondo quanto riferito da un tribunale cinese. La polizia cinese ha sequestrato oltre 120 kg di ketamina, secondo il rapporto, e il tribunale del popolo intermedio di Guangzhou ha condannato a morte Xu per produzione di stupefacenti.

Come dicevamo all’inizio, la sentenza contro Xu arriva dopo che altri due canadesi – Robert Schellenberg e Fan Wei – sono stati condannati a morte in Cina lo scorso anno, proprio nel mezzo delle tensioni tra i due Paesi a seguito dell’arresto della Meng all’aeroporto di Vancouver e degli arresti, in Cina, di Michael Kovrig e Michael Spavor, entrambi canadesi, accusati di non meglio precisate “violazioni di segreti di Stato” (le autorità cinesi non hanno, infatti, reso pubbliche prove né accuse dettagliate contro i due uomini).

La sentenza emessa contro Xu alimenta, dunque, la già altissima tensione fra i due Paesi, peraltro ulteriormente cresciuta di recente anche a causa della vicenda dI Huawei 5G: il Canada è infatti intenzionato ad escludere il colosso cinese dalla propria “rete”, seguendo le orme dell’Inghilterra.

Ottawa ha tradizionalmente protestato contro qualsiasi condanna a morte di un canadese e il governo canadese ha criticato gli arresti di Kovrig e Spavor, nonché la condanna di Schellenberg, definendo il tutto «arbitrario», mentre si è sbilanciato meno per il caso di Fan, invitando però alla «clemenza».

Allo stesso tempo, le autorità cinesi hanno annunciato severe sanzioni contro i canadesi in stretta prossimità degli sviluppi nei procedimenti legali contro la Meng.

Insomma, la guerra a distanza continua. E, a colpi di condanne a morte, non si può nemmeno definire fredda.