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Carrier Art Gallery: valzer dei curatori, via la Graci torna Belli

Carrier Art Gallery: valzer dei curatori, via la Graci torna Belli

La Carrier Art Gallery del Columbus Centre
TORONTO – Nuovi tasselli si aggiungono ogni giorno nella vicenda che da mesi tiene con il fiato sospeso la comunità che teme, con la realizzazione del progetto firmato Toronto Catholic District School Board e Villa Charities, la demolizione del Columbus Centre. Nonostante il tanto contestato progetto sia in attesa di ricevere il via libera dall’Ontario Municipal Board, nonostante il ministro dell’Istruzione Mitzie Hunter abbia bloccato lo stanziamento di 32.8 milioni di dollari, nonostante il centro possa entrare a far parte degli heritage site della città e dulcis in fundo, nonostante la comunità sia in rivolta, Villa Charities ha avviato le procedure per smantellare le strutture che attualmente trovano posto nell’edificio. 
 
È della settimana scorsa il licenziamento del curatore della Joseph Carrier Art Gallery Rosa Graci. Un licenziamento giunto al pari di un fulmine a ciel sereno ma che potrebbe far parte di un piano ben preciso destinato a concludersi con la già decretata fine del centro comunitario. Secondo alcune indiscrezioni qualche mese fa l’ex curatore della galleria d’arte Flavio Belli è stato nominato direttore nel board del Columbus Centre e di recente sarebbe stato assunto per lavorare a tempo parziale nella Carrier Gallery.  A onor di cronaca va detto che Belli, che è un consulente d’arte ed artista egli stesso, è stato direttore e curatore della galleria del Columbus Centre dal 1990 al 2005.
Secondo voci di corridoio a Belli, attivo nella vita culturale di Toronto e promotore appassionato di artisti emergenti, è stato assegnato il compito di vendere la collezione di arte della Carrier: Flavio Belli per ogni vendita andata a buon fine dovrebbe ricevere una commissione. Rimangono un mistero i motivi che hanno decretato l’allontanamento della Graci mentre appare evidente che la galleria non sta ancora chiudendo i battenti come era stato detto alla Graci al momento del suo licenziamento. C’è stato, come si dice, solo un cambio della guardia: Belli è subentrato, per motivi sconosciuti, alla Graci.
I dipinti donati alla galleria hanno un valore che si aggira in centinaia di migliaia di dollari ed ora Villa Charities avrebbe intenzione di liberarsene mettendo le mani sul ricavato. «Nella lobby c’è un dipinto molto grande di Ken Kirby con un valore attuale di circa 100mila dollari – ha detto l’artista Christine Genowefe, che ha esposto in passato le sue opere nella Carrier Art Gallery – innumerevoli sono però i lavori di artisti vari che trovano posto negli uffici dei dirigenti». 
La prospettata vendita dei beni culturali della galleria del Columbus Centre non va giù alla comunità. Ancora una volta le decisioni vengono prese in gran segreto e la gente viene posta di fronte al fatto compiuto.
Quel che la comunità chiede da tempo è una maggiore trasparenza riguardo una situazione che con il passare degni anni sembra essere sfuggita di mano: chi sono i componenti del board? Chi ha dato loro l’autorità di prendere decisioni a dispetto del desiderio della comunità italiana di Toronto? 
La situazione sta degenerando e a livello comunitario sta montando una insofferenza sempre maggiore verso Villa Charities. Ma non solo. Anche in seno a Villa Charities, si vocifera, la situazione è sempre più precaria e si è creata una spaccatura che mette in gioco in maniera sempre più decisa il ruolo dell’attuale dirigenza. Cambiamenti importanti sembrano essere attesi a breve.
Il Corriere Canadese ha cercato di contattare Flavio Belli per un commento tramite Villa Charities ma fino al momento di andare in stampa non ha ricevuto risposta.
 
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