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Canadesi favorevoli al suicidio assistito

Canadesi favorevoli al suicidio assistito

Canadesi favorevoli al suicidio assistito

TORONTO – Mentre il governo Trudeau è in procinto di emendare la legge sul suicidio assistito, un recente sondaggio suggerisce che la maggior parte dei canadesi supporta l’assistenza medica per porre fine alle sofferenze anche quando la morte naturale è ancora lontana.

In un sondaggio web condotto questo mese dall’istituto Leger per la Canadian Press, l’86% degli intervistati ha concordato che le persone con una malattia grave, degenerativa e incurabile dovrebbero essere in grado di richiedere e ottenere assistenza medica per morire.

Il 74% degli interpellati ha inoltre dichiarato che l’assistenza medica per porre fine alla propria vita dovrebbe essere accessibile a tutte le persone con malattie inguaribili, anche se la loro morte non è ašatto vicina.

Il sostegno al suicidio assistito, che è emerso dal sondaggio che è stato condotto dal 17 al 21 gennaio su 1.552 canadesi aventi diritto di voto, varia a seconda della provincia di residenza: in Manitona e Saskatchewan, ad esempio, a favore si è detto il 66% mentre la percentuale è salita all’84% in Quebec.

Sono risultati, questi, che giungono nel momento in cui il governo di Trudeau è al lavoro per conformarsi a una sentenza della Corte superiore del Quebec secondo la quale è incostituzionale consentire solo ai canadesi che sono già vicini alla morte di chiedere aiuto medico per porre fine alla propria vita.

«Sulla base di questi numeri il governo federale ha il via libera di andare avanti», ha commentato il vicepresidente di Leger Christian Bourque.

Dalla ricerca demoscopica è emerso anche che il 74% degli intervistati ritiene che le persone dovrebbero essere autorizzate a esprimere un desiderio anticipato di assistenza medica per morire se un giorno dovesse essere loro diagnosticata una malattia grave, degenerativa e incurabile.

Il 73% per cento si è detto favorevole all’opzione di presentare una richiesta anticipata di aiuto per porre fine alla propria vita, utilizzando un modulo di domanda ufficiale, non appena venga scoperto il morbo di Alzheimer ovvero quando la mente è ancora lucida.

Poco meno della metà degli intervistati ha invece affermato che l’attuale periodo di riflessione di 10 giorni, tra la presentazione della richiesta e la messa in pratica della morte assistita, dovrebbe essere più lungo.

I canadesi avranno comunque invece tempo fino al 27 gennaio per esprimere le proprie opinioni su come la legge dovrebbe essere modificata attraverso il questionario online lanciato il 13 gennaio dal governo.

Allo stesso tempo, il ministro della giustizia David Lametti, il ministro della sanità Patty Hajdu e il ministro dell’inclusione e disabilità Carla Qualtrough stanno organizzando tavole rotonde e incontri con le parti interessate.

La corte del Quebec ha dato al governo fino all’11 marzo per modificare l’attuale legge entrata in vigore quattro anni fa in seguito a una sentenza suprema della Corte Suprema del Canada che ha annullato il precedente divieto di morte assistita da medico.