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Bullismo rampante nelle scuole del Canada

Bullismo rampante nelle scuole del Canada

TORONTO – La tragica vicenda che ha visto come vittima innocente il 14enne Devan Bracci- Selvey, barbaramente ucciso da un branco di bulli – lo scorso 7 ottobre – all’uscita da una scuola di Hamilton e davanti alla sua mamma, sarebbe solo la punta di un enorme iceberg sommerso nel buio e nel silenzio.

Parliamo di bullismo, della peggiore specie, che – da un rapporto pubblicato ieri dalla CBC – sembra essere molto comune e assai diffuso nelle scuole di ogni ordine e grado canadesi.

Anche l’odiosa vicenda avvenuta al St. Michael’s College di Toronto, a novembre dello scorso anno, quando uno studente minorenne venne picchiato ed abusato sessualmente da alcuni compagni di scuola, tre dei quali arrestati e rinviati a giudizio, fece molto scalpore e fece riflettere le coscienze di tutto il Paese riguardo al fenomeno del bullismo tra i giovani.

Ora, l’indagine svolta dai colleghi della CBC ha portato a galla i dati di un fenomeno davvero odioso, quanto forse altrettanto sottovalutato a partire dalle autorità scolastiche preposte alla tutela degli studenti all’interno degli istituti.

Su 4.000 giovani di età compresa tra 14 e 21 anni, uno studente su quattro (26%) nelle scuole superiori del GTA afferma di essere stato oggetto di bullismo, chiamato con epiteti odiosi ed irriferibili (sulle colonne del nostro giornale, ndr) o è stato sottoposto a commenti omofobici o transfobici.

In Ontario, il Ministero della Pubblica Istruzione classifica i commenti omofobi come “incidenti violenti”. Dal 2011, i consigli delle scuole pubbliche sono legalmente obbligati a denunciare tali incidenti al Ministero della Pubblica Istruzione.

Ma lo scorso anno, il consiglio del provveditorato cattolico agli studi di Toronto (TCDSB) ha riportato solo 96 episodi di violenza tra una popolazione studentesca di oltre 90.000 alunni. Una cifra che appare davvero poco verosimile per la sua limitazione.

Il più grande provveditorato del Canada, quello pubblico di Toronto (TDSB), ha riportato – per il 2018 – 227 incidenti su di una popolazione di quasi 250.000 studenti.

Anche questo un dato che sembra infinitamente inferiore alla realtà sommersa del fenomeno del bullismo.

Ulteriori risultati del sondaggio mostrano infatti che quasi quattro su 10 studenti delle scuole superiori (38%) nella GTA hanno dichiarato di essere stati aggrediti fisicamente – almeno una volta – durante la loro frequentazione al liceo, e circa lo stesso numero (37%) ha dichiarato di essere stato minacciato di violenza fisica.

Il sondaggio ha messo altresì in evidenza che molti studenti non segnalano gli atti di bullismo e di violenza subiti, né agli insegnanti, né alle autorità scolastiche o alla polizia.

Quasi la metà degli studenti (45%) che frequentano scuole nella GTA e che hanno subito violenze ha dichiarato di non aver denunciato – alle autorità scolastiche – nessuno degli atti di bullismo subiti. Karyn Kennedy, fondatrice del Boost Child & Youth Advocacy Center, afferma che “non è sorprendente”.

Kennedy – che lavora a stretto contatto con la polizia e con gli assistenti sociali per la protezione dei minori, per aiutare quei giovani che abbiano subito abusi e violenze a scuola – ritiene che il numero effettivo di studenti che sono stati vittime di bullismo e violenze sia di gran lunga superiore a quello rivelato dal sondaggio. “Non tutti i bambini lo dicono (di aver subìto bullismo, ndr). Anche in un sondaggio non lo fanno” ha precisato.

“Il motivo principale per cui gli studenti non segnalano incidenti relativi al bullismo, alle preposte autorità scolastiche, è la paura” sostiene l’educatrice.

“Il responsabile sicuramente saprà che l’hai segnalato e verranno e ti troveranno, o continueranno a maltrattarti” conclude la Kennedy. In calce al sondaggio, la maggior parte degli studenti intervistati, pari all’82%, sostiene che gli studenti dovrebbero essere tenuti a scusarsi direttamente con le loro vittime.

Giorgio Mitolo

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