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Braccio di ferro a Ottawa, scontro liberali-conservatori

Braccio di ferro a Ottawa, scontro liberali-conservatori

Braccio di ferro a Ottawa, scontro liberali-conservatori

TORONTO – È finita la tregua istituzionale che ha caratterizzato la vita politica canadese delle ultime tre settimane. Alla vigilia del riavvio dei lavori parlamentari è scoppiata una forte polemica tra la maggioranza liberale e il Partito Conservatore riguardo il futuro modus operandi del parlamento canadese alla luce della necessità di far rispettare il distanziamento sociale anche all’interno della House of Commons.

Problemi logistici e procedurali, che probabilmente in questo momento interessano poco i cittadini costretti a stare a casa, molti senza lavoro, con le mille incognite per il futuro a causa della pandemia del Covid-19. Eppure il tema è importante perché ne va dell’essenza stessa della nostra democrazia. Ma per capire come si è arrivati ai ferri corti si deve fare un passo indietro.

Il primo ministro Justin Trudeau ha proposto ai partiti d’opposizione di procedere con una seduta alla Camera alla settimana, più un secondo incontro virtuale: il primo aperto solamente a un numero ristretto di deputati – sempre una trentina divisi proporzionalmente a seconda del peso numerico di tutti i partiti presenti alla House of Commons – il secondo invece a tutti i 338 parlamentari.

Sulla base di questa proposta i liberali sono riusciti a incassare il via libera dell’Ndp e una sostanziale luce verde dal Bloc Quebecois e dal Green Party. Ma i conservatori hanno rispedito al mittente quanto proposto, chiedendo al primo ministro di garantire almeno tre sedute parlamentari aperte ai deputati e alcune modifiche riferite ai lavori delle singole commissioni.

“Abbiamo proposto un piano di lavoro ragionevole – ha fatto sapere il leader tory Andrew Scheer attraverso una lettera aperta – per poter migliorare i programmi e le politiche del governo e per avere risultati migliori per i canadesi”.

Il leader dell’opposizione ha sottolineato come a suo avviso si debba continuare a lavorare con una trentina di deputati a seduta, ma allo stesso tempo ha ribadito la necessità di ampliare la frequenza degli incontri alla Camera.

“Al fine di assicurare che i canadesi ricevano gli aiuti necessari, deve esserci un meccanismo di controllo e monitoraggio parlamentare. Per questo il Partito Conservatore ha proposto che vi siano tre sedute alla settimana. In questo modo ci sarà il necessario dibattito sui provvedimenti del governo. I deputati avrebbero la possibilità di sfruttare le due ore di Question Period per verificare tutti gli aspetti delle risposte politiche del governo al Covid-19”.

Trudeau, da parte sua, ha ribadito anche ieri che in questa fase la priorità deve essere quella della sicurezza. Inoltre il primo ministro ha dichiarato che i tecnici della House of Commons sono al lavoro per arrivare ad attivare la seduta virtuale della Camera, con i parlamentari quindi che potranno partecipare alla seduta ed esercitare le loro funzioni direttamente da casa.

In ogni caso le frizioni degli ultimi giorni hanno spazzato via il clima di collaborazione e bon ton istituzionale che abbiamo vissuto in Canada durante questa pandemia. In questo momento il Paese avrebbe bisogno di una classe politica compatta: i margini per trovare un accordo ancora ci sono.