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Blocchi indiani, Trudeau promuove il dialogo Scheer: risposta debole

Blocchi indiani, Trudeau promuove il dialogo Scheer: risposta debole

Blocchi indiani, Trudeau promuove il dialogo Scheer: risposta debole

TORONTO – Nessuna mano pesante, la parola d’ordine è solamente una: dialogo.

Justin Trudeau è intervenuto ieri alla House of Commons, in occasione del riavvio dei lavori parlamentari dopo la pausa invernale, fornendo il resoconto degli ultimi undici giorni caratterizzati dai blocchi dei nativi in solidarietà con i chief ereditari dei Wet’suwet’en.

Il primo ministro ha riconosciuto la gravità della situazione, con il sistema ferroviario sostanzialmente paralizzato e con le pesanti conseguenze economiche per numerosi comparti produttivi, senza contare i disagi subiti dai semplici cittadini.

Ma allo stesso tempo, il leader liberale ha ribadito la volontà del governo a proseguire la strada del dialogo.

“Stiamo vivendo un momento critico in questo Paese – ha sottolineato Trudeau davanti al plenum della Camera – perché non stiamo discutendo solamente del presente, ma anche del futuro, dei diritti, della nostra democrazia e dello stato di diritto. Il nostro governo sta lavorando per trovare una soluzione pacifica. Questa situazione non è nata dal giorno alla notte: è andata avanti per anni e troppi hanno fallito a trovare una soluzione”.

Ma all’interno di questo problematico contesto, è questo il ragionamento del primo ministro, serve buona volontà da parte di tutti: dal governo, dai rappresentanti delle First Nations, da chi ha deciso di manifestare in solidarietà dei diritti dei Wet’suwet’en, e più in generale da tutti i canadesi che stanno subendo gli effetti e i disagi dei blocchi.

“I leader indigeni devono essere nostri partner in questo dialogo: senza di loro, non potremo risolvere questa situazione”.

Poi è arrivato l’attacco contro i conservatori, che nei giorni scorsi hanno criticato l’immobilismo del governo e hanno invocato maggiore risolutezza da parte della polizia per porre fine ai blocchi.

“Vogliamo essere un Paese – ha detto Trudeau – dove i leader politici non dicono alla polizia chi arrestare. A chi vuole utilizzare la forza, diciamo: questo non aiuta”.

Il primo ministro ha poi spiegato ai deputati qual è stata l’azione di governo degli ultimi undici giorni. In particolare Trudeau ha ribadito come sia stato costante il dialogo con i premier delle province maggiormente colpite dai blocchi e come i ministri incaricati abbiano incoraggiato le First Nations e i loro leader a partecipare in modo costruttivo al negoziato.

Ma quando la parola è passata alle opposizioni, Trudeau ha subito il fuoco incrociato dei conservatori e dell’Ndp.

“Prendo atto – ha dichiarato il leader dimissionario del Partito Conservatore, Andrew Scheer – che abbiamo assistito alla più debole risposta della storia canadese di fronte a una crisi nazionale. Dobbiamo tenere presenti due fattori. Il primo, è che i blocchi fatti da pochi attivisti radicali sono illegali. Il secondo, è che la nostra economia sta pagando a duro prezzo questa protesta e il tutto è da ricondurre a quanto non ha fatto il governo liberale. Questa leadership è irresponsabile ed è causa del fallimento a cui stiamo assistendo”.

Scheer ha proposto di incoraggiare l’intervento della polizia per porre fine alla crisi. “La nostra democrazia non può essere ostaggio di pochi facinorosi, attivisti radicali, la maggior parte dei quali non ha alcun vero legame con le nostre First Nation. Anche perché c’è un altro fattore che stiamo prendendo sotto gamba. La maggior parte dei canadesi è a favore della costruzione del gasdotto Coastal GasLink, così come la maggioranza delle First Nation, come la maggioranza della popolazione Wet’suwet’en, così come la maggior parte dei chief ereditari dei Wet’suwet’en. Ripeto, siamo in ostaggio di pochi attivisti radicali che tra l’altro si sono appropriati dell’agenda degli indigeni e di chi vuole protestare pacificamente”.

Anche perché, dice Scheer, esiste un’agenda parallela, molto più pericolosa per il Paese. “Il loro vero obiettivo – ha continuato il leader conservatore – è quello di fermare completamente l’intero settore energetico del Paese. E questo senza tenere conto che un progetto come la Costal GasLink porterà posti di lavoro e prosperità nei territori delle First Nations e proprio i capi rappresentativi delle popolazioni indigene hanno riconosciuto questo merito, avvallando la costruzione del gasdotto”.

Ma critiche a Trudeau sono arrivate anche da sinistra. Il leader dell’Ndp Jagmeet Singh ha accusato il primo ministro di non aver fatto abbastanza per ascoltare e recepire le ragioni che stanno alla base della protesta dei Wet’suwet’en.

“Il governo federale – ha sottolineato – deve fare meglio e deve fare di più. Non possiamo porci determinate domande sulla natura della legittima protesta”.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti sui blocchi ferroviari, Via Rail ha confermato lo stop alla circolazione almeno fino a giovedì. A partire da domani riprenderà la circolazione parziale in alcune tratte che riguardano Montreal, Ottawa e Quebec City, mentre in Ontario la situazione rimane ancora incera.

Nessuna novità invece sul blocco organizzato dai Mohawks a Belleville in solidarietà ai Wet’suwet’en per via dei raid fatti dalla polizia federale all’inizio della crisi che avevano portato a una ventina di arresti.