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“Basta con le case di cura in mano ai privati”

“Basta con le case di cura in mano ai privati”

“Basta con le case di cura in mano ai privati”

TORONTO – Basta con gli operatori privati. Alla luce dei numerosi focolai di Covid-19 nelle case a lunga degenza in tutto il Canada, il leader dell’NDP Jagmeet Singh afferma che il Canada dovrebbe porre fine alle strutture privatizzate e stabilire un sistema universale per l’assistenza agli anziani.

Il leader federale, nel corso di una intervista concessa a C T V, ha affermato che il governo deve cercare di inserire l’assistenza a lungo termine nel Canada Health Act e far sì che sia regolato a livello federale, eliminando completamente il sistema privato.

«Penso che dobbiamo abrogarli, penso che non ci siano dubbi in merito ai risultati che stiamo vedendo, alle prove che stiamo avendo che alcune delle peggiori condizioni sono quelle in cui si trovano gli anziani e che la percentuale di morti più alte si è verificata nelle case di cura a lunga degenza – ha dichiarato Singh – il profitto non dovrebbe trovare posto quando si tratta di come ci prendiamo cura dei nostri anziani».

Secondo un recente rapporto del National Institute on Aging (NIA), istituto di ricerca della Ryerson University di Toronto, oltre 3.300 decessi si sono verificati in case di cura a lungo termine a causa del coronavirus, vale a dire l’82% delle vittime totali in Canada.

Senza un sistema di assistenza a lungo termine standardizzato in Canada, c’è stata una significativa discrepanza nel modo in cui queste strutture hanno affrontato la pandemia.

La NIA, in un rapporto riguardo il futuro costo delle cure a lunga degenza in Canada, afferma che i servizi sono attualmente erogati attraverso un sistema patchwork di fornitori no profit e for profit e distribuiti attraverso un mix di programmi finanziati con fondi pubblici, che possono essere rafforzati da servizi privati e caregiver non pagati.

Singh afferma che l’impatto di Covis-19 su questo gruppo demografico ha reso ancora più rilevante la necessità di un sistema più coerente ed equo per gli anziani.

«Dobbiamo assolutamente guardare allo sviluppo di uno standard nazionale, una garanzia di assistenza e quindi utilizzare il Canada Health Act per renderlo di dominio pubblico, deve essere pubblico e deve essere di alta qualità – ha affermato il leader dell’NDP – il sistema a scopo di lucro ha fallito e nel complesso le case di cura a lunga degenza hanno clamorosamente fatto fiasco con gli anziani. Dobbiamo fare molto meglio».

Mentre Singh punta il dito contro le residenze per le cure a lunga degenza degli anziani privatizzate ieri l’elenco già tristemente lungo dei lutti alla Camilla Care Community di Mississauga si è allungato: altri due residenti sono morti a causa del Covid, portando a 50 il bilancio delle vittime nella struttura dove 161 residenti hanno contratto il virus così come 47 membri del personale.

Un portavoce della casa di cura a lungo termine con 236 posti letto, situata vicino a Hurontario Street e Queensway West, ha confermato i nuovi decessi.“Siamo tristemente addolorati per la perdita dei 50 residenti che sono risultati positivi al Covid-19 e che sono deceduti – ha dichiarato Natalie Gokchenian, direttore delle comunicazioni di Camilla Care Community – porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie per la loro perdita. I nostri pensieri sono con i familiari e le loro persone care in questo momento”.

La Gokchenian ha ribadito l’impegno ad individuare tempestivamente nuovi contagi. “Continuiamo a ripetere il test sui residenti, il che è essenziale per identificare rapidamente chiunque diventi positivo al virus, nonostante il fatto che questi residenti possano essere risultati negativi in precedenza”, si legge nel comunicato diffuso dalla Camilla Care Community. Nel frattempo croci bianche sono state collocate al di fuori della struttura devastata dal Covid-19, per ricordare i residenti che sono morti.

La casa di cura a lungo termine è gestita da Sienna Senior Living, che sovrintende anche alla Altamont Care Community, un’altra struttura dove è scoppiato un focolaio di coronavirus. L’Altamont Care Community ha riportato 46 decessi da Covid-19.

Intanto un altro operatore sanitario di supporto personale identificato come Leonard Rodriguez di 61 anni – il quarto nel giro di un mese – ha perso la vita dopo aver contratto il virus. La morte dell’uomo, che lavorava da 30 anni per Access Independent Living Services, ha riacceso le polemiche. «Questa tragedia poteva essere evitata se solo avesse potuto usare i dispositivi di protezione personale – ha detto il presidente del sindacato UNIFOR Jerry Dias – i nostri eroi in prima linea contro il Covid meritano di meglio».