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Aziende canadesi pronte a produrre materiale medico

Aziende canadesi pronte a produrre materiale medico

Aziende canadesi pronte a produrre materiale medico

TORONTO – Assicurarsi gli strumenti medici e sanitari necessari per affrontare la crisi. È questo l’obiettivo del governo federale annunciato ieri da Justin Trudeau, che ha spiegato la duplice strategia adottata dall’esecutivo per frenare il contagio Covid-19 e limitare l’emergenza.

Da un lato – ha fatto sapere il primo ministro – il governo ha investito 2 miliardi di dollari nell’acquisto di ventilatori, respiratori, mascherine, kit per fare i test e gel disinfettante per le mani direttamente da compagnie estere.

Dall’altro, l’esecutivo ha iniziato a lavorare su una risposta “Made in Canada”contro la sfida lanciata dal coronavirus. “Nelle ultime settimane – ha sottolineato Trudeau – circa 3mila compagnie canadesi si sono fatte avanti, offrendosi di cambiare la loro produzione a favore di materiale ed equipaggiamento medico necessario contro il Covid-19. Voglio ringraziarle a nome di tutti i canadesi”.

Il governo federale ha firmato dei contratti con tre aziende canadesi – Thornhill Medical, Medicom e Spartan Bioscience – che hanno già iniziato a produrre ventilatori, mascherine e gel per le mani, mentre con altre cinque compagnie – Precision Biomonitoring, Fluid Energy Group, Irving Oil, Calko Group e Stanfield’s – è stata firmata una lettera di intenti che dovrebbe precedere la finalizzazione del contratto vero e proprio.

“La risposta del governo deve cambiare velocemente – ha aggiunto il primo ministro – a seconda delle nuove esigenze che si presentano giorno per giorno. Con questa duplice strategia ci siamo assicurati sul mercato globale del materiale e delle apparecchiature che sono fondamentali per lo staff che sta combattendo contro il coronavirus in prima linea. Allo stesso tempo vogliamo assicurarci una fornitura continua per le prossime settimane e i prossimi mesi che arrivi direttamente dal Canada”.

Il primo ministro ha poi spiegato come il governo in questa fase stia gestendo le singole esigenze e le singole richieste delle province. “In questo frangente i politici hanno fatto un passo indietro – ha ribadito Trudeau – perché le decisioni sulle priorità locali vengono lasciate agli esperti delle autorità mediche. Noi ascoltiamo quelle che sono le priorità delle singole province e cerchiamo di gestire le richieste che ci arrivano localmente”.

Ieri il ministro delle Finanze Bill Morneau avrebbe dovuto fornire i dettagli – i costi, in particolare – di quanto era stato annunciato lunedì dallo stesso Trudeau, il programma di sussidi governativi per la copertura del 75 per cento dei salari dei lavoratori dipendenti. La conferenza stampa però è slittata di 24 ore e solo oggi ne sapremo di più.

Il governo federale ha deciso di attivare il sostegno diretto dei dipendenti delle imprese e degli esercizi commerciali con il pagamento di tre quarti del salario. Il restante 25 per cento dovrà invece essere assicurato dai datori di lavoro che dovranno mantenere in busta paga il dipendente o dovranno riassumerlo dopo averlo licenziato nelle scorse settimane. Il sussidio sarà retroattivo al 15 marzo.

Potranno avere accesso al programma tutte le aziende e le compagnie che potranno dimostrare di aver subito un calo di almeno il 30 per cento dei ricavi a causa dell’emergenza Covid-19, e non ci saranno limitazioni riguardo il numero di dipendenti.

Trudeau ha sottolineato come il piano attivato da Ottawa punti al sostegno occupazionale con l’impegno dei datori di lavoro di continuare a pagare un quarto del salario dovuto ai loro dipendenti. Il governo coprirà il restante 75 per cento fino a un massimo di 58.700 dollari all’anno, pari a 847 dollari alla settimana. Il governo infine ha previsto multe pesantissime per chi cercherà di approfittarsi del programma di sostegno voluto da Ottawa.

Trudeau durante il suo intervento ha voluto rimarcare una storia, tra le tante di questi giorni. Si tratta di Dave Caputo, un imprenditore edile di Waterloo che ha deciso di cambiare la sua produzione per costruire pannelli da utilizzare negli ospedali: ora quei pannelli vengono utilizzati in numerose strutture sanitarie della zona. “Si tratta di una storia che ci riempie d’orgoglio – ha detto Trudeau – perché dimostra cosa vuol dire essere canadesi. Quando c’è una difficoltà, accettiamo la sfida, ci arrotoliamo le maniche della camicia, e cerchiamo di fare il massimo per superarla”.