Assegni del governo: da oggi è possibile fare richiesta online

di Francesco Veronesi del April 6, 2020

TORONTO - Entra nel vivo il piano di aiuti del governo federale per affrontare la crisi provocata dal Covid-19. Da oggi infatti sarà possibile fare richiesta online per i sussidi governativi per tutti i canadesi costretti a rimanere a casa a causa della pandemia: il fondo d’emergenza, Emergency Response Benefit (CERB), è uno dei programmi avviati dal governo per sostenere chi ha perso il lavoro a causa del Covid-19.

Il CERB garantirà un assegno di 2mila dollari per quattro mesi a tutte le persone che hanno perso il posto di lavoro o che sono costrette a rimanere a casa perché colpite dal coronavirus. Chi ha già fatto richiesta per l’Employment Insurance non dovrà fare nulla: la sua domanda verrà automaticamente incanalata nel programma CERB.

Le domande online per ricevere il sussidio dovranno essere fatte a scaglioni a seconda del mese di nascita. Oggi potranno fare richiesta i canadesi nati nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, domani quelli nati ad aprile, maggio e giugno, l’8 aprile chi è nato nei mesi di luglio, agosto e settembre e il 9 aprile i canadesi nati a ottobre, novembre e dicembre.

Questa misura è stata decisa per evitare che il sistema venga sovraccaricato con il rischio di perdita dei dati e inaccessibilità del sistema stesso. I canadesi potranno scegliere due diverse opzioni di pagamento: il richiedente potrà decidere il deposito diretto nei fondi nel suo conto corrente, con i soldi che arriveranno in 3-5 giorni, oppure potrà optare per l’assegno inviato via posta, che arriverò invece entro 10 giorni.

Ieri Justin Trudeau, durante il suo quotidiano discorso alla Nazione, ha ribadito ancora una volta l’importanza della responsabilità e del comportamento sociale dei singoli cittadini nel seguire quanto richiesto dalle autorità sanitarie per contenere il contagio Covid-19.

“Ognuno deve fare la propria parte - ha sottolineato Trudeau - il governo fa la sua, ma sono i singoli cittadini, con le loro azioni, Il primo ministro Justin Trudeau con la loro responsabilità civica, a decidere il futuro di questa emergenza. Con il nostro comportamento decideremo se questa situazione durerà ancora qualche settimana o qualche mese. L’unico modo per sconfiggere il contagio è rimanere a casa. Invito tutti i cittadini a farlo e uscire solamente in caso di stretta necessità”.

Insieme al piano di assegni per chi è rimasto senza lavoro, il governo ha attivato un secondo programma rivolto ai datori di lavoro per il pagamento degli stipendi dei loro ex dipendenti. Il governo pagherà il 75 per cento del salario fino a un massimo di 58.700 dollari annui, o 847 dollari alla settimana. Le aziende invece si devono impegnare a versare il restante 25 per cento e non potranno utilizzare il fondo governativo in nessun altro modo.

L’accesso al nuovo pacchetto d’aiuti sarà garantito a tutte le imprese e a tutti gli esercizi commerciali che hanno perso almeno il 30 per cento delle entrate a causa del Covid-19 e che non ricevono dei sussidi pubblici. Il calcolo del calo delle entrate per le aziende verrà fatto confrontando i bilanci delle aziende per i mesi di marzo, aprile e maggio del 2020 con quelli degli stessi mesi dello scorso anno.

Gli imprenditori che decideranno di usufruire dei sussidi governativi per il pagamento degli stipendi dei dipendenti, dovranno farne richiesta ogni mese fino alla fine dell’emergenza coronavirus.

Il costo economico di questa misura si aggira sui 71 miliardi di dollari, cifra che potrebbe trovare degli aggiustamenti strada facendo. Con questi fondi, il pacchetto di aiuti approvato da Ottawa viaggia attorno ai 190 miliardi di dollari. Si tratta di circa 105 miliardi di dollari in interventi diretti per le famiglie, i lavoratori e le imprese canadesi e circa 85 miliardi di dollari di esenzioni o rinvii fiscali. Oltre questo il governo ha messo in campo altri provvedimenti di prestiti a tasso zero per garantire maggiore liquidità alle imprese canadesi.

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“Il Columbus Centre non è vostro”
di Mariella Policheni il September 20, 2017
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Instancabile e animato dalla certezza di subire una ingiustizia se il progetto del board cattolico di Toronto e di Villa Charities Inc. otterrà il semaforo verde per la sua realizzazione, De Marco domenica scorsa, aiutato da alcuni volontari, ha distribuito i suoi volantini di fronte alla chiesa di San Francesco d’Assisi al 72 Mansfield Avenue, vicino College Street. “Vi preghiamo di aiutarci a prevenire la demolizione e la distruzione del nostro amato Columbus Centre per mano di Villa Charities e del Toronto Catholic District School Board - si legge nel lungo volantino - il Columbus Centre è il cuore e l’anima della comunità italocanadese. È un luogo sereno. È stato costruito con contributi e donazioni provenienti da tutta la diaspora italiana. È un luogo costruito dal popolo italiano per tutte le persone. Con la demolizione del Columbus Centre, Villa Charities e il Toronto Catholic District School Board saranno colpevoli di niente di meno che il genocidio culturale della comunità italiana”.
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