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Appartamenti e Townhouse: l’eredità della VCI

Appartamenti e Townhouse: l’eredità della VCI

TORONTO – “Perché siamo qui?” ha chiesto il fiduciario Sal Piccininni, a seguito di un preambolo in risposta ad un intervento iniziale (piuttosto vago)  del presidente di Villa Charities Inc. (VCI), Aldo Cundari, in una riunione del consiglio scolastico distrettuale cattolico di Toronto, (TCDSB) il 24 agosto scorso. Che, tradotto per i meno addentro ai fatti, sarebbe “cosa vuoi da noi?” o per chi non ha tempo da perdere: “arriva al punto”.
La VCI “non ci è arrivata”. Era venuta per implorare il TCDSB di andare -anche per conto suo- con umiltà ed educazione,  dal Ministro dell’Istruzione per chiedere di prolungare il termine per la revisione delle proposte e renderle più accettabili. In gioco ci sono  32,8 milioni di dollari accantonati dal governo dell’ Ontario per il progetto. Queste proposte non sono state presentate, o, più precisamente, non sono state menzionate, nella sessione pubblica della riunione. Almeno fino a quando è iniziata la parte delle domande e risposte, durante la quale  trustees del TCDSB hanno tentato di pretendere un tantino di trasparenza, e arrivare al “nocciolo della questione”. 
Due mesi fa, il Ministro aveva ordinato delle consultazioni pubbliche, e richiesto -in base a quelle consulenze- di revisionare il progetto,  condizione preliminare per rilasciare i 32,8 milioni di dollari destinati, nel 2011, alla ricostruzione della Dante Alighieri Academy. Il TCDSB vuole una scuola nuova, a prescindere se le iscrizioni attuali la giustificherebbe o no; i soldi sono stati già messi da parte dal governo provinciale.
All’epoca, (sei anni fa) il Ministro aveva anche approvato una potenziale associazione con un’organizzazione senza scopo di lucro, Villa Charities, per realizzare il progetto. Nessuno prevedeva che il partner potesse essere (eventualmente) un costruttore privato, VCI.
Quest’ultimo ha presentato una proposta di sviluppo del quadrante sudovest di Lawrence Ave. e Dufferin St. che avrebbe compreso la costruzione di tre torri con 3000 appartamenti.  I funzionari del Planning Department hanno risposto che 2400 sarebbero più appropriati e sono state avviate consultazioni pubbliche concrete, così come previsto dal Planning Act.
Che parte del progetto consisteva nella demolizione del Columbus Centre, all’inizio non lo pensava nessuno. Gli italo canadesi considerano il Centro come un simbolo dell’esperienza, dell’integrazione e dei risultati raggiunti a Toronto dalla comunità alla quale appartengono. È disponibile a tutte le etnie, a tutti quelli che lo apprezzano come un centro culturale e comunitario di grandissimo valore.
Ma il signor Cundari ha affermato che il Centro non è più auto-sufficiente. È una questione di "fine vita", ha sostenuto. Ha inteso la fine di una vita commerciale che non convalida le spese necessarie per il proseguimento in essere. 
Tuttavia, i consigli comunali, sia a livello locale che a livello metropolitano, sono all’unanimità contro il progetto, e quindi la demolizione. Il rappresentante di zona del governo provinciale, Mike Colle, è fortemente contrario alla stessa, così come il ministro Laura Albanese del vicino distretto elettorale. Nessuno della "comunità" si è esposto per sostenere il piano.
Il "partenariato" (VCI e TCDSB), noto come "l’imprenditore" sulle domande  all’ufficio per lo sviluppo urbano, ha fatto appello al consiglio comunale dell’Ontario (OMB). Il TCDSB contesta di aver firmato la domanda. Tuttavia, tutti gli "aggiornamenti" del progetto includono il logo di entrambi i "partner".
La demolizione del Columbus Center è fondamentale per i piani di ristrutturazione a lungo termine il cui valore al dettaglio è stimato ben oltre un miliardo di dollari, rendendolo uno dei progetti di costruzione più grandi della città.
In risposta a una domanda del fiduciario Rizzo, "quali sono i vostri progetti per il sito?", Il signor Cundari ha risposto con un categorico: "Nessuno" … “almeno fino quando sono in carica io”, ha poi aggiunto .
Senza frenare il suo entusiasmo, Cundari ha continuato dicendo  che  VCI (che non ha ancora realizzato nulla) è un costruttore di Case Popolari e che sta cercando un terreno su cui edificare. Inoltre, ad una domanda chiarificatrice su ciò che significa per lui “alloggi popolari”, ha risposto, "alloggi sovvenzionati" – con l’assistenza del governo.
Non deve essere necessariamente sul sito attuale, ha detto, rivelando che il prossimo progetto di VCI è in realtà Villa Colombo.
Quando Villa Charities era ancora un’organizzazione caritatevole senza scopo di lucro, costruì Caboto Terrace e Casa Del Zotto con sovvenzioni governative e programmi governativi di affitti agevolati in base al reddito. 
L’organizzazione ha anche acquistato Casa Abruzzo e costruito Villa Colombo Vaughan. Era già in possesso di  Villa Colombo, un centro residenziale con assistenza a lungo termine, a soli 100 metri a sud del Columbus Centre.
Il Columbus Centre non genera un significante introito finanziario, secondo VCI, il terreno può essere utilizzato per un uso economico più fruttoso. 
Quando è stato chiesto al signor Cundari di Villa Colombo nel contesto del progetto per il sito, ha dichiarato che Villa Colombo è "obsoleta".  VCI potrebbe delocalizzarla, visto che ormai è arrivata alla “fine di una vita” commerciale.
Considerando "criteri più alti e migliori dell’utilizzo" per i  locali, Cundari riflette che invece Villa Colombo dovrebbe essere sostituita da "un ospizio – un centro d’assistenza meglio preparato per i casi in fin di vita – e  villette a schiera". 
Aveva concluso la sua presentazione fiducioso: “La nostra comunità è,nel complesso, favorevole alla visione di VCI”, non offrendo prove a sostegno.
Uno dei fiduciari ha controbattuto che “La comunità non si fida di noi”. Probabilmente aveva una valutazione più accurata del problema.
 
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