“Angoscia mentale inflitta intenzionalmente”:
misure anti-Covid, le altre
accuse al governo federale

di corriere canadese del 10 June 2022

TORONTO - "Inflizione intenzionale di angoscia mentale": è una delle tante accuse che i 600 querelanti muovono contro il governo federale nello Statement of Claim (SoC) depositato in Corte Federale il 30 maggio scorso, con il quale gli stessi denuncianti chiedono, ciascuno, 650.000 dollari (per un totale di quasi 400 milioni di dollari) a titolo di risarcimento dei "danni da misure anti-Covid" al primo ministro Trudeau, ai ministri Freeland, Alghabra, Mendicino, al direttore sanitario Theresa Tam ed altri esponenti dell'esecutivo.

"Gli imputati, attraverso il loro 'vaccino' illegale e incostituzionale e altri mandati e 'passaporti' Covid-19, hanno inflitto consapevolmente angoscia mentale ai querelanti", limitando così l'esercizio dei loro diritti costituzionalmente tutelati di rifiutare qualsiasi trattamento medico che deve avvenire attraverso un consenso informato e volontario, come sottolineano gli stessi querelanti che sono dipendenti attuali ed ex di varie agenzie e ministeri del governo del Canada, società federali della Corona o settori regolamentati a livello federale.

Come si legge nel SoC, redatto dallo Studio Legale Rocco Galati Professional Corporation e del quale il Corriere Canadese è venuto in possesso, i querelanti affermano di essersi sentiti descritti, avendo rifiutato di vaccinarsi, come "coloro che non credono nella scienza, sono spesso misogini, spesso anche razzisti" e di aver spesso sentito dire di loro: "tolleriamo queste persone?". Tutto questo ha "diffamato" i querelanti, rendendoli "oggetto di disprezzo, disgusto e abuso, il che ha favorito l'angoscia e l'ansia mentale".

Ma non è questa l'unica conseguenza subìta dai querelanti, a loro dire. Infatti, oltre all'angoscia e stress mental, hanno subìto anche "una perdita di dignità e una discriminazine in base allo stato di salute" e, soprattutto, "la perdita del proprio lavoro".

Proprio per questo, e qui si arriva al punto "pratico" della questione, i querelanti chiedono risarcimenti per danni subiti e costi sostenuti, salari e posizioni perse. Si parla, in totale, di milioni e milioni di dollari, quantificabili in quasi 400 milioni. Danni materiali, quindi, oltre a danni psicologici, morali e quant'altro.

Come abbiamo scritto nell'edizione di ieri, nei giorni scorsi una portavoce della Corte ha dichiarato che tutti i querelati sono stati avvisati per iscritto e hanno trenta giorni per rispondere alla denuncia. Nelle prossime edizioni il Corriere Canadese pubblicherà ulteriori approfondimenti sulla questione.

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