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Ambiente, energia e istruzione i temi più caldi

Ambiente, energia e istruzione i temi più caldi

TORONTO – Poco più di tre settimane.

È il tempo che rimane ai leader di partito ed ai candidati che corrono per conquistare i 338 seggi in palio al parlamento di Ottawa, per cercare di convincere gli elettori canadesi della bontà dei rispettivi programmi e della validità della loro piattaforma, in vista del voto del 21 ottobre prossimo.

Sebbene ieri non abbia partecipato ad alcun evento ufficiale della campagna elettorale, il leader dei conservatori Andrew Scheer ha lasciato trasparire il suo pensiero – destinato alla diffusione attraverso i media – sottolineando che un suo governo reintrodurrebbe una visione partisan della nomina dei nuovi senatori, interrompendo quello che lui stesso ha definito come un “esperimento” da parte dell’amministrazione Trudeau di rendere il Senato di Ottawa “più indipendente” dalle logiche di partito.

Il suo maggiore antagonista, Justin Trudeau era invece a Mississauga ed a Toronto, dove ha annunciato punti salienti della piattaforma per un nuovo governo liberale. Gli investimenti complessivi di una nuova amministrazione Trudeau assommerebbero a 9,3 miliardi di dollari per il bilancio 2020/1, salendo sino a 17 miliardi per il 2023/4 successivo.

Il deficit federale aumenterebbe così a 27,4 miliardi di dollari per il 2020/1, ma scenderebbe a 21 miliardi per il 2023/4. Trudeau ha promesso nuovi aiuti a studenti universitari ed ai laureati, con fondi reperibili da nuove tasse che verrebbero applicate alle grandi compagnie che operano su internet e sui beni di lusso.

Secondo il piano liberale, la somma annuale prevista per i cosiddetti Canada Student Grant aumenterebbe di 1.200 dollari per ciascun prestito, passando dai 3.000 attuali a 4.200 dollari. Gli interessi sui prestiti agli studenti non verrebbero applicati per i primi due anni, o sino a che lo studente non guadagna almeno 35.000 dollari l’anno.

Quei laureati che diventano per la prima volta genitori, non dovrebbero pagare più le rate dei loro prestiti sino a che il figlio non compia cinque anni d’età. La nuova “tassa sul lusso” del 10% verrebbe applicata a quei beni come – automobili, barche o aerei privati – che costino più di 100.000 dollari.

A quelle compagnie che operano su internet e che dichiarano più di un miliardo di dollari di fatturato globale o di almeno 40 milioni di dollari canadesi, si vedrebbero applicare una ulteriore tassa del 3% su ciascuna vendita e transazione avvenuta online.

Trudeau ha poi promesso stanziamenti pari a 250 milioni di dollari complessivi per contrastare l’ondata di violenza nelle grandi città ed aiutare le municipalità ad arginare la criminalità organizzata e il dilagante uso delle armi da fuoco.

Per il sesto giorno consecutivo, il leader dei neodemocratici Jagmeet Singh ha fatto ieri campagna elettorale in British Columbia, in particolare a Surrey, sobborgo di Vancouver.

In tema di politiche ambientaliste, Singh ha detto che il suo governo discuterebbe con tutti i leader delle comunità aborigene locali quei piani legati allo sviluppo dell’energia, ma non ha chiarito del tutto se i nativi avrebbero potere o meno di veto su progetti quali gli oleodotti.

Singh ha inoltre sottolineato che – da Ottawa – un suo governo “non imporrebbe” nuovi oleodotti, alle singole province, senza loro previa autorizzazione.

Era a Vancouver anche la leader dei verdi, Elizabeth May, la quale è tornata sul tema della difesa dei posti di lavoro in Canada, proponendo una ’robot tax’ a quelle aziende che sostituiscano gli operai con delle macchine artificiali o computerizzate.

May ha specificato che la compagnia pagherebbe al fisco un’imposta suppletiva, del valore equivalente alle tasse annuali pagate dall’operaio licenziato.

Il leader del partito populista del PPC, Maxime Bernier, ha ieri discusso – nel corso di un’intervista – sui rischi che corre la libertà di espressione e di parola.

Giorgio Mitolo

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