CorrCan Media Group

Aiuti del governo, 3,6 milioni di canadesi hanno fatto richiesta

Aiuti del governo, 3,6 milioni di canadesi hanno fatto richiesta

Aiuti del governo, 3,6 milioni di canadesi hanno fatto richiesta

TORONTO – Circa 30mila ventilatori polmonari per contrastare la pandemia. È l’ordine fatto dal governo federale a compagnie canadesi, che sono già al lavoro per consegnare l’apparecchiatura richiesta.

La conferma è giunta ieri da Justin Trudeau, durante il suo quotidiano messaggio alla Nazione, che ha sottolineato come la sua speranza è che “tutti i 30mila ventilatori non siano necessari, nel qual caso verrebbero messi a disposizione ad altri Paesi che stanno affrontando la pandemia”.

Ma emergenza sanitaria ed emergenza economica vanno a braccetto nella crisi Covid-19. Il pacchetto di aiuti attivato dal governo federale per fare fronte alla difficile situazione non ha precedenti nella storia canadese e i numeri che vengono forniti dalle autorità federali rappresentano un’istantanea fedele e sconvolgente di come questa pandemia abbia paralizzato interi comparti produttivi dell’economia canadese.

Gli ultimi dati forniti dal ministero delle Finanze ci dicono che sono oltre 3,6 milioni i canadesi che hanno fatto richiesta di uno dei vari sussidi o contributi messi in piedi dal governo. Un numero questo destinato ancora a salire enormemente. Basta pensare che lunedì, prima giornata nella quale era possibile presentare la richiesta online per il Canada Emergency Response Benefit (CERB), circa 794mila persone hanno fatto domanda.

Per evitare di sovraccaricare il sistema il governo ha scaglionato la possibilità di fare richiesta di accesso ai fondi in quattro giorni, usando come criterio il mese di nascita. È quindi plausibile che entro questa settimana solamente per il programma CERB saranno oltre 3 milioni i richiedenti.

Il Canada Emergency Response Benefit è un piano di aiuti attivato dal governo federale per tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa del Covid-19, o perché malati, o perché il loro datore di lavoro ha dovuto chiudere i battenti a causa della crisi. Il piano prevede un assegno di sostegno mensile di 2mila dollari per sedici settimane.

Insieme a questo il governo federale ha approvato un sussidio diretto per i datori di lavoro intenzionati a mantenere o a riassumere i propri dipendenti con effetto retroattivo al 15 marzo 2020. In questo caso il governo pagherà il 75 per cento del salario del dipendente, mentre il datore di lavoro dovrà farsi carico del restante 25 per cento. Potranno accedere a questa misura tutte le aziende, senza alcuna limitazione dettata dal numero effettivo dei lavoratori.

La compagnia, tuttavia, dovrà dimostrare di aver avuto un calo del fatturato pari o superiore al 30 per cento rispetto al 2019, con la comparazione su base mensile che varrà per marzo, aprile e maggio. Oltre a questo, le aziende e gli esercizi commerciali che faranno richiesta, non dovranno ricevere altri fondi governativi.

Il costo complessivo di questo ultimo pacchetto di aiuti è di circa 71 miliardi di dollari, che si vanno ad aggiungere agli altri provvedimenti diretti e alle esenzioni fiscali di circa 55 miliardi di dollari già annunciate da Ottawa. Le misure messe in campo dal governo si aggirano in tutto sui 190 miliardi di dollari.

Ieri Trudeau ha voluto mandare un messaggio di vicinanza a Boris Johnson, il premier inglese ricoverato da lunedì in terapia intensiva dopo un repentino peggioramento delle sue condizioni di salute. Johnson era risultato positivo al coronavirus una decina di giorni fa.

Trudeau ha poi ricordato per l’ennesima volta la necessità di contrastare il contagio gli unici due strumenti realmente efficaci: la distanza in pubblico tra le persone e il rimanere a casa. “Quanto faremo nei prossimi giorni – ha ribadito per l’ennesima volta – avrà dei riflessi decisivi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Rimanete a casa, quindi, se dovete uscire fatelo solo per motivi di stretta necessità. E quando siete fuori, mantenete la distanza di almeno due metri gli uni dagli altri”.