Aiuti ai canadesi, arriva il pugno duro per i trasgressori

di Francesco Veronesi del June 10, 2020

TORONTO - Pugno duro del governo federale per i canadesi che hanno ottenuto gli aiuti durante la pandemia senza averne diritto. Lo ha ribadito ieri il primo ministro Justin Trudeau, aggiungendo tuttavia che ci sarà un occhio di riguardo per coloro che “si sono sbagliati in modo genuino”. L’esecutivo federale, in ogni caso, si prepara al giro di vite.

Oggi in parlamento verrà presentata una nuova proposta di legge - la quinta in totale che riguarda il pacchetto di aiuti attivati nell’era Covid-19 - nella quale sono contenute precise indicazioni su cosa rischieranno coloro che si sono approfittati del sistema. Stando alla bozza che sarà discussa alla House of Commons, la pena massima prevede fino a sei mesi di carcere, mentre ci sarà la mano pesante anche per l’ammenda pecuniaria: una multa fino a 5mila dollari - a seconda della gravità della frode - più il doppio della cifra ottenuta mentendo.

“Potrebbe esserci - ha dichiarato ieri il primo ministro - un numero di persone che semplicemente ha sbagliato avendo accesso contemporaneamente al programma Cerb e a quello sui sussidi allo stipendio, magari perché non sapeva che cosa avrebbe fatto o perché era davvero preoccupata e quindi ha preso tutti e due. Queste persone dovranno semplicemente restituire la somma che non avrebbero dovuto ricevere già dall’inizio. Non abbiamo certo intenzione di andare a punire le persone che hanno fatto un errore involontario, ovviamente. Questo è il momento di tenere insieme il Paese”.

Altro discorso, invece, per chi ha cercato di “fare il furbo”. “Sfortunatamente - ha continuato Trudeau - in tutte le situazione ci sono sempre pochi criminali che deliberatamente cercano di trarre vantaggio nei momenti in cui serve solidarietà, in una fase in cui tutti quanti siamo chiaramente dentro una crisi e cerchiamo di aiutarci gli uni con gli altri. Gente che deliberatamente cerca di defraudare il sistema”.

Nel progetto di legge che sarà discusso oggi alla House of Commons tuttavia non è precisato se vi sarà o meno un effetto retroattiva: se saranno cioè punite solamente le frodi dopo l’entrata in vigore della norma, o se invece la ricerca dell’illecito partirà da quando sono entrati in vigore i piani d’aiuto del governo federale. In ogni caso, se la legge dovesse essere approvata una persona che ha accesso al Cerb perderà il diritto a ricevere i 2mila dollari mensili previsti dalla norma nel caso in cui il suo ex datore di lavoro dovesse richiamarla.

Tra le modifiche previste, anche la garanzia di una copertura economica per due settimane e non più per quattro nel caso in cui una persona dovesse assentarsi dal lavoro perché sintomatica - e che quindi deve stare in auto isolamento per quattordici giorni - o se dovesse rimanere a casa per accudire un familiare ammalato.

Il Cerb, il principale provvedimento presente nel pacchetto di aiuti approvato da Ottawa per fare fronte alla crisi economica e occupazionale provocata dalla pandemia di Covid-19, ha sostenuto i circa 8,4 milioni di canadesi che a partire da metà marzo hanno perso il lavoro nel nostro Paese. Stando ai dati diffusi dal governo, al 7 giugno sono stati spesi 44,6 miliardi di dollari da quando il Cerb è stato attivato dall’esecutivo.

Il governo di minoranza liberale ha bisogno dell’appoggio di almeno un partito all’interno del parlamento per poter approvare il progetto di legge in questione.

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Piccininni mentre presenta la mozione in aula al TCDSB

 TORONTO - C’è un barlume di speranza per quelli che stanno combattendo contro la demolizione del Columbus Centre e  dei programmi per il quale è stato costruito e che il direttivo della Vci ha deciso di distruggere  con tutto l’edificio.

Giovedì scorso, circa una settantina (70) persone ha affollato gli esterni del Tcdsb all’80 di Sheppard Avenue, per sostenere il fiduciario Sal Piccininni.
Quest’ultimo aveva tentato di presentare una mozione da discutere durante una riunione del Comitato per lo Student Welfare e Human Resources, affinché il Tcdsb facesse un passo indietro sull’accordo con la Vci verso la demolizione del Columbus Centre.
Il presidente inizialmente ha bocciato la mozione perché fuori agenda. 
Piccininni però non demorde. Nei diversi giorni seguenti si è giunti a una sorta di compromesso e gli è stato accordato il permesso di presentare il suo intento di discutere la mozione in piena riunione del Tcdsb il prossimo 17 novembre. 
La mozione é qui allegata.
Il piccolo esercito di sostenitori si è quindi diretto all’interno della sala riunioni per ascoltare direttamente la presentazione del signor Piccininni e poi raccogliersi intorno a lui e al fiduciario, vice presidente, Frank D’Amico, all’entrata dell’edificio per esprimere a questi i loro sentimenti di gratitudine.
Sono circolate voci che la Vci ha minacciato una querela contro il Tcdsb per l’inadempimento verso “la realizzazione dell’affare” che ha controfirmato. 
Anche se ciò è stato confermato, seppur in anonimato, da tre fiduciari, né il presidente della Vci Aldo Cundari, né l’amministratore delegato Tony De Caita, hanno prontamente risposto per cofermare o respingere la veridicità di questa tattica.
“Non dico nulla a proposito”, ha affermato Piccininni, “posso solo riferire a voi e ai miei colleghi che questo problema è andato lungamente oltre la comunità locale e nessuno tra quelli che ho incontrato sta sostenendo il progetto”.
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