Aeroporto: via le restrizioni
ma non il caos

di Marzio Pelu del 21 June 2022

TORONTO - L'allentamento delle restrizioni negli aeroporti canadesi potrebbe peggiorare la situazione invece di migliorarla: secondo alcuni esperti, infatti, le decisioni prese dal governo per alleggerire i ritardi e le file createsi in particolare all'aeroporto "Pearson" di Toronto avranno, come effetto, un aumento del volume dei passeggeri.

Com'è noto, da ieri i canadesi non devono più mostrare la prova della vaccinazione Covid-19 per imbarcarsi su voli e treni nazionali o voli in partenza all'estero. Tutti i passeggeri canadesi che si imbarcano su un volo in arrivo in Canada devono però comunque essere completamente vaccinati contro il Covid-19, altrimenti dovranno poi sottoporsi ad una quarantena obbligatoria di quattordici giorni ed a più test molecolari.

Ai visitatori stranieri non vaccinati, invece, resta vietato l'ingresso in Canada.

Le regole allentate fanno parte, dicevamo, di una serie di misure annunciate dal governo federale all'inizio di questo mese, in risposta alle lamentele ricevute in merito alle lunghe attese ed ai ritardi dei voli negli aeroporti.

Le novità sono entrate in vigore ieri, quindi è presto per dire cosa accadrà. Certo è che fino all'altro ieri la situazione era ancora al limite: lunghe code, attese infinte, disagi. E c'è qualcuno che sostiene che non cambierà. "Io dico: fate le valigie e portate pazienza", ha dichiarato domenica a CTV News l'esperto di viaggi Jim Byers. "Portatevi un podcast da ascoltare, un libro, impostate la sveglia sul vostro i-Phone e riposatevi un po' o fate una passeggiata, perché l'attesa è inevitabile", ha aggiunto, ricordando che ai passeggeri in procinto di partire conviene arrivare in aeroporto almeno tre ore prima, per sicurezza.

Sono quasi 500mila i passeggeri internazionali che a maggio si sono ritrovati "bloccati" per ore al "Pearson": è la conseguenza del mix esplosivo formato dalla carenza di personale presso gli uffici doganali e di immigrazione, dalle restrizioni alle frontiere per il Covid-19 e dall'aumento del traffico dei passeggeri che dopo la pandemia hanno ripreso a muoversi.

Adesso uno dei tre "ingredienti" di questo mix è venuto meno, ma non è escluso che l'assenza di restrizioni non abbia, come effetto, un ulteriore aumento dei passeggeri. Il che significherebbe aver eliminato un problema per aggravarne un altro, perché il numero dei viaggiatori crescerà mentre il personale doganale resterà lo stesso. Ed è già ampiamente insufficiente adesso.

Nella foto, la situazione al "Pearson" il 13 giugno in un post pubblicato su Twitter da @CBCPitchbot: nemmeno ora è migliore

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