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Trudeau in Vietnam con il nodo TPP, pensando al Nafta

Trudeau in Vietnam con il nodo TPP, pensando al Nafta

TORONTO – Affossare definitivamente il TPP o riaprire il negoziato in vista di una possibile implosione del Nafta? È questo il nodo che il primo ministro Justin Trudeau deve sciogliere, un dubbio sul quale non è stata fatta chiarezza neanche ieri durante la conferenza stampa congiunta con il premier vietnamita Nguyen Xuan Phuc. Il leader liberale in questi giorni si trova in Vietnam, dove l’11 e il 12 novembre avrà luogo l’annuale summit dei Paesi Apec. Un vertice, quello in programma a Da Nang, che vedrà per la prima volta la partecipazione del presidente americano Donald Trump. Di fronte alle pressioni che vengono da più parti per riavviare la trattativa sulla Trans Pacific Partnership, Trudeau ha preferito prendere tempo, facendo capire che il Canada non ha alcuna fretta a riaprire il negoziato nell’immediato futuro. 
“Voglio ricordare a tutti quanti -ha dichiarato il primo ministro- che il Canada non si spingerà verso un accordo che non rientra nel miglior interesse del Canada e dei Canadesi. Sono sempre stato estremamente chiaro su questo punto: difenderemo sempre i posti di lavoro canadesi e i valori canadesi ed è esattamente quello che stiamo facendo qui”.
Il TPP proponeva la creazione di un’area di libero mercato tra le due sponde dell’Oceano Pacifico. 
La trattativa, andata avanti per anni, aveva portato a un firma della bozza finale. Ma prima dell’approvazione dei singoli Stati, il nuovo presidente americano Trump ha bloccato tutto, facendo uscire gli Stati Uniti dall’accordo. 
Negli ultimi mesi, da parte di numerosi Paesi, sono giunti appelli a creare una sorta di partnership pacifica depotenziata, senza la presenza di Washington. 
Il Canada sottobanco ha continuato a dare la propria disponibilità a un nuovo negoziato. E questo anche in funzione del Nafta: se il free trade con Usa e Messico dovesse naufragare, Ottawa potrebbe giocarsi la carta del TTP, che si andrebbe ad affiancare al CETA firmato con l’Unione europea e con il possibile accordo di libero scambio che il governo canadese potrebbe raggiungere con la Cina. 
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