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Trudeau e premier: al vaglio riforma fiscale, cannabis e indigeni

Trudeau e premier: al vaglio riforma fiscale, cannabis e indigeni

TORONTO – Liberalizzazione della cannabis, riforma fiscale, condizione delle popolazioni indigene, Nafta e Ceta. Sono stati questi i principali temi affrontati ieri a Ottawa durante il meeting tra Justin Trudeau e i premier delle Province e dei Territori. Il primo ministro sin dal suo insediamento ha cercato di rafforzare il dialogo con le controparti provinciali, dopo che per nove anni i rapporti tra il suo predecessore Stephen Harper e i premier aveva vissuto di alti e bassi, boicottaggi e tensioni. Sul fronte della legalizzazione della marijuana, alcuni leader provinciali hanno sottolineato come i tempi siano molto stretti, ribadendo le difficoltà legate alla svolta epocale del luglio 2018. 
Per ora infatti solamente l’Ontario ha presentato un progetto di legge quadro nel quale sono disciplinati i criteri relativi alla vendita e al consumo della cannabis, mentre le altre Province devono ancora dotarsi di un apparato legislativo di applicazione dei criteri dettati dal governo federale.
Il primo ministro ha poi parlato apertamente dei progressi – pochi, a dire il vero – e delle zone d’ombra in merito alla trattativa con gli Stati Uniti e il Messico sul Nafta. Al termine dei tre round di negoziati che si sono tenuti fino a questo momento, permangono delle difficoltà e delle distanze che devono essere colmate. 
Alcuni premier, poi, hanno apertamente sollevato le loro perplessità relative alla riforma fiscale proposta dal ministro delle Finanze Bill Morneau. Il tema, tra l’altro, non doveva nemmeno far parte dell’agenda del meeting, ma viste le pressioni giunte da più parti è stato inserito all’ultimo momento. In particolare è stato il premier del Manitoba, Brian Pallister, ad accusare il governo federale di aver ingiustamente preso di mira “le piccole imprese”.
Secondo Pallister “Ottawa deve ritirare la sua proposta che sostiene in sostanza che ci debba essere una guerra di classe nel nostro Paese tra le piccole imprese e tutti gli altri. Questo a mio avviso non ha alcun senso”.
Critico nei confronti della riforma fiscale proposta da Morneau anche il premier della British Columbia. “Il piano liberale – ha dichiarato John Horgan – è arrivato all’improvviso senza che vi sia stata una discussione. Ora il governo dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra l’assicurarsi che i più ricchi contribuiscano di più e la necessità di non danneggiare le piccole imprese”. Al vertice hanno anche partecipato i leader nativi dell’Assembly of First Nations, del Metis National Council dell’Inuit Tapiriit Kanatami. I leader indigeni hanno chiesto al governo federale un maggiore impegno finanziario soprattutto sul fronte scolastico e in quello dell’inserimento dei giovani nativi nel mercato del lavoro canadese. 
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