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Troppo maturi e consolidati: italiani fuori dal governo

Troppo maturi e consolidati: italiani fuori dal governo

TORONTO – Avviso pubblico: si prega di non leggere quanto segue se si è suscettibili alle offese scaturite dalle inferenze politiche sull’identità, generate da appartenenza religiosa, schieramento politico, tradimento della razza, o semplicemente l’essere inclini alla permalosità e alla stupidità.
Siamo in quel periodo dell’anno in cui (per quelli di noi che sono cattolici) si riflette su alcune ultime parole di Cristo: “Padre, perdona loro, perché “essi” non sanno quello che fanno”… o quello che dicono.
Se “essi” lo sapessero, potrebbero essere responsabili e perseguibili legalmente.
Nella società, oggi, ci aspettiamo che, al raggiungimento dei diciotto anni, tutti sappiano, o siano a conoscenza delle “regole del gioco” – la legge. 
Creiamo dei rapporti (contratti) solo con coloro che considerano le reciprocità (per esempio il bene comune) come la pietra angolare per la sostenibilità.
Ciò ha il suo significato nella vita, nel commercio e in politica. Ne deriva il rispetto, sul quale si fonda il processo democratico. 
I governi sono creati, prosperano o scompaiono nella misura in cui riflettono gli interessi del popolo che servono.
Il premier usualmente forma i gabinetti ministeriali in modo che al tavolo delle trattative venga rappresentata una buona fetta della popolazione. 
Questo sistema assicura un legame con i vari elementi e gli interessi della società che sono chiamati a governare, prolungandone il ciclo vitale.
A volte – e non necessariamente in tutti i casi – gli individui scelti per un consiglio ministeriale da quei “gruppi di interesse” non sono le auto più veloci della scuderia, ma la loro squadra rimane ugualmente in corsa. 
Sulla carta, il Primo Ministro Trudeau ha l’imbarazzo della scelta tra tante ricchezze dalle quali sortire un paio di ministri rappresentanti della comunità italo canadese, se ne fosse predisposto.
Ma non lo è, almeno non finora.
Nessun problema, ha esclamato l’ex Ministro Sergio Marchi, che per coincidenza risorge e con dichiarazioni che sono state evidenziate dal settimanale Hill Times di Ottawa, il lunedì scorso. 
“Sarebbe bello”, ma non c’è necessità di italo canadesi – di talento o meno – nel governo, perché la comunità italiana è “matura” e “consolidata”. 
Ciò implica che il governo Trudeau è per gli immaturi… o che le comunità ormai salde non hanno più bisogno di un governo. 
Forse Marchi non voleva significare questo. 
Il Primo Ministro Trudeau dovrebbe accertarsene prima di seguire il suo consiglio e torni, di conseguenza, ad essere semplicemente Trudeau.
 
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