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“Trans Mountain? Si farà ma non so quando”

“Trans Mountain? Si farà ma non so quando”

TORONTO – L’estensione del gasdotto Trans Mountain in tempi brevi viene giudicata vantaggiosa dal governo federale, ma al momento non è stata ancora stilata una tabella di marcia per portare a termine il progetto.
Ad affermarlo è il ministro delle Finanze Bill Morneau. Nonostante il tentativo del Primo Ministro Justin Trudeau di far superare le divisioni sul controverso progetto tra Alberta e British Columbia, il premier John Horgan continua a rimanere  fermamente contrario al gasdotto, che teme potrebbe portare a una catastrofica fuoriuscita di petrolio lungo la costa della sua provincia. 
Morneau non sembra voler più perdere tempo per cercare di “convincere” le due province in questione sulla necessità di portare a termine questo progetto che triplicherebbe la quantità di petrolio attualmente trasferita dall’Alberta a Burnaby, consentendo a una quantità maggiore di petrolio canadese di essere venduta nei mercati internazionali. 
Per il ministro delle Finanze è scaduto il tempo per esprimere preoccupazioni sul progetto da 7,4 miliardi di dollari – approvato dal governo liberale nel 2016. «Abbiamo fatto una solida valutazione delle questioni ambientali, abbiamo parlato con i nativi canadesi, abbiamo elaborato un piano di protezione degli oceani per  assicurare che affrontiamo i problemi sul tavolo», ha affermato Morneau. 
Nonostante la forte opposizione il governo federale sta quindi continuando per la strada intrapresa. Trudeau ha affermato che lavorerà a stretto contatto con la premier dell’Alberta Rachel Notley e Kinder Morgan per lanciare una strategia finanziaria in grado di portare all’attuazione del progetto.
La decisione, in pratica, è stata presa e sembra essere irremovibile. Ciò che invece è ancora poco chiara è la tempistica. «Non è ancora giunto il momento per entrare nei dettagli – ha tagliato corto Morneau – non abbiamo ancora una tabella di marcia precisa, dobbiamo valutare la soluzione migliore. Ci sto lavorando e quando avremo un quadro preciso lo comunicherò. Al momento non siamo in grado di dare dettagli su qualcosa che non è stato ancora concluso».
Non è affatto convinto della validità del progetto Trans Mountain, Horgan che ha promesso di opporsi al piano in tribunale così come non ha persuaso le dozzine di manifestanti che sono stati arrestati per le manifestazioni di protesta contro il gasdotto. «Il governo è preparato ad una sfida in tribunale – ha detto Morneau – abbiamo già detto che esamineremo opzioni legali, normative e finanziarie su come possiamo garantire che il progetto vada avanti», ha affermato.
Anche Steve Kean, ceo di Kinder Morgan, nutre dei dubbi circa il progetto.  Kean ha affermato che gli “eventi degli ultimi 10 giorni” hanno confermato che l’espansione “potrebbe essere insostenibile da intraprendere per una società privata”. La più grande compagnia di infrastrutture energetiche del Nord America ha deciso quindi di valutare  se il gasdotto può essere costruito o meno entro il 31 maggio. 
Il braccio di ferro con il governo continua. Trudeau ha ripetutamente promesso che il gasdotto verrà realizzato. Morneau ha fatto eco alla fiducia del primo ministro e ha insistito che il progetto avrebbe benefici nazionali. «Vogliamo che i canadesi vedano che questo progetto verrà costruito, che abbiamo il sostegno di quelle famiglie che sono preoccupate dal loro attuale lavoro o vedono opportunità per lavori futuri», ha detto Morneau. 
 
 
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