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Scuole residenziali, dal Papa nessun mea culpa

Scuole residenziali, dal Papa nessun mea culpa

TORONTO – Papa Francesco non si scuserà con i sopravvissuti delle scuole residenziali e le loro famiglie per il ruolo svolto dalla Chiesa cattolica romana nella gestione delle scuole o gli abusi subiti dai loro studenti.
Le scuse del Pontefice fanno parte delle 94 raccomandazioni della Truth and Reconciliation Commission  e durante la visita in Vaticano dell’anno scorso, il primo ministro Justin Trudeau ha chiesto personalmente al Papa di prendere in considerazione un simile gesto.
Nel 2010 il Papa ha chiesto scusa alle vittime irlandesi di abusi sessuali e nel 2015 in Bolivia ai popoli indigeni nelle Americhe per i “gravi peccati” del colonialismo.
Il vescovo Lionel Gendron, presidente della Conferenza canadese dei vescovi cattolici, ha indirizzato ieri una lettera ai popoli indigeni del Canada dicendo che papa Francesco non si è allontanato dal riconoscere le ingiustizie affrontate dai popoli indigeni in tutto il mondo, ma che non può fare personalmente le scuse per le scuole residenziali. “I vescovi cattolici del Canada hanno dialogato con il Papa e la Santa Sede sugli strascichi della sofferenza che avete vissuto –  ha scritto Gendron – Il Santo Padre è consapevole e prende sul serio le conclusioni della Truth and Reconciliation Commission. Per quanto riguarda la chiamata all’azione n. 58, dopo aver esaminato attentamente la richiesta ha ritenuto di non poter rispondere personalmente”.
Gendron ha detto anche che il Papa non ha escluso una visita in Canada e un incontro con le popolazioni indigene, ma nel frattempo sta incoraggiando i vescovi canadesi a continuare a lavorare con le popolazioni indigene su questioni di riconciliazione e progetti che aiutano nella guarigione.
Il capo nazionale delle First Nations Perry Bellegarde ha dichiarato di aver scritto a Papa Francesco per invitarlo a venire in Canada e incontrare i popoli indigeni. “Ricevere le scuse direttamente da Papa Francesco sarebbe un importante atto di guarigione e riconciliazione, proprio come le sue scuse fatte alle popolazioni indigene delle Americhe nel 2015”, ha detto Bellegarde.
L’ufficio di Trudeau ha reindirizzato le domande su questo ultimo sviluppo al ministro delle Crown-Indigenous Relations and Northern Affairs Carolyn Bennett: “La commissione reputa le scuse una parte importante della pacificazione per i sopravvissuti – ha dichiarato Bennett – continueremo a sostenere questa richiesta”.
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