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Scontro sul clima a Ottawa, mentre l’Ue va avanti

Scontro sul clima a Ottawa, mentre l’Ue va avanti

Scontro sul clima a Ottawa, mentre l’Ue va avanti

di Francesco Veronesi

TORONTO – Mentre in Canada è scontro sul nuovo piano ambientale del governo, l’Ue ratifica gli accordi del vertice di Parigi sul clima. È su questo doppio binario che si è sviluppato ieri il dibattito, sulle due sponde dell’Atlantico, riguardo i provvedimenti attivati dai governi per fare fronte alla minaccia mondiale costituita dai cambiamenti climatici e dal global warming.

A Ottawa si continua a discutere sulla proposta, presentata lunedì pomeriggio alla House of Commons, di costringere tutte le Province del Canada ad attivarsi, entro e non oltre il 2018, ad approvare o una tassa sull’emissione di biossido di carbonio o un sistema di cap-and-trade: se questo non dovesse avvenire, sarebbe il governo federale a imporlo.

Il primo ministro Justin Trudeau ha anche presentato una sua “road map verde” che prevede il pagamento da parte delle industrie, sempre a partire dal 2018, di almeno 10 dollari per tonnellata di sostanze inquinanti emesse nell’atmosfera, cifra questa che dovrebbe crescere di 10 dollari all’anno, per arrivare a 50 dollari per tonnellata nel 2022.

Il piano ovviamente non è piaciuto ai conservatori. Il ministro ombra dell’Ambiente Ed Fast ha bocciato la proposta, sottolineando come questa forma di carbon tax andrà a penalizzare i principali comparti industriali con gravi ripercussioni sulla crescita economica.

Anche a livello provinciale si sono registrati dei mugugni, in particolare dai ministri dell’Ambiente di Saskatchewan, Nova Scotia e Newfoundland e Labrador, che hanno abbandonato un meeting organizzato con il ministro federale Catherine McKenna.

La proposta non è stata ritenuta soddisfacente nemmeno dai Verdi, con Elizabeth May che ha indicato come gli obiettivi prefissati da Trudeau siano esattamente gli stessi stabiliti dal precedente governo Harper.

Se in Canada il dibattito si fa sempre più aspro, e il parlamento non ha ancora dato luce verde alla ratifica del trattato, in Europa invece si è arrivati al via libera definitivo degli accordi presi alla fine del 2015 nel vertice sul clima di Parigi. Anche se, bisogna ricordarlo, ora si dovrà passare alla fase applicativa dei principi sui quali è stato trovato l’accordo.

Dovranno essere definite, in sostanza, le strategie comuni che i Paesi del Vecchio Continente vorranno prendere per ridurre le emissioni di gas inquinanti nell’atmosfera nel rispetto della tabella di marcia prestabilita in Francia lo scorso anno.

(Mercoledì 5 ottobre 2016)

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