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“Ora basta con la retorica della comunità”

“Ora basta con la retorica della comunità”

La mancata nomina di un senatore di origine italiana continua a far discutere la nostra comunità. Oggi cogliamo l’occasione di pubblicare il contributo di Corrado Paina, direttore della ICCO, la Camera di commercio Italiana in Ontario.

“Ora basta con la retorica della comunità”

di Corrado Paina

TORONTO – Si discute in questi giorni dopo la vituperata assenza di ministri italo canadesi nel governo Trudeau della mancata nomina di leader della nostra comunità nel senato.

Abituati in questi anni alle prebende governative dove il partito al potere ringraziava i suoi sostenitori con allettanti cariche cadiamo anche noi come tutti nella trappola convenzionale di attenderci la solita distribuzione dei pani e dei pesci. Non dico che non succederà anche con Trudeau, ma il governo Trudeau va al potere in un momento in cui la cultura canadese sta profondamente cambiando.

Basta con la retorica delle comunità, basta con il multiculturalismo di papà, il governo Trudeau ha l’intenzione di rappresentare la diversità che è molto di più della multietnicità.

Io non credo che non vi siano italocanadesi che possono fare il ministro o il senatore, anzi! Io credo che sia giunto il momento di premiare altri, non necessariamente italocanadesi, ma soprattutto sia necessario premiare la diversità.

Cosa significa?

Significa che è il momento buono di cambiare facce, di vedere al governo persone che magari non hanno esperienza, ma passione e voglia di imparare.

Prima si premiavano (e questa politica veniva dal padre inventore del multiculturalismo e della lottizzazione a cui era sottesa) i cosiddetti leader comunitari. Essi hanno fatto la fortuna del multiculturalismo ed il multiculturalismo ha fatto la loro fortuna. C’erano le riserve di caccia etniche, non sempre venivano premiati i giusti, ma quelli che avevano una voce all’interno delle comunità. I cinesi per i cinesi, gli italiani per gli italiani, ma il potere vero andava a chi non era etnico non così spudoratamente etnico (siamo tutti etnici, siamo tutti immigrati).

È tempo di riconoscere i veri eroi, quelli che spesso sono sconosciuti o conosciuti solo nell’ambito delle loro professioni ed attività. Quelli che lavorano nell’impresa, nella scienza e nell’arte e nei servizi sociali senza avere un passato di leader etnico. Quante persone in gamba in passato non hanno volute riconoscersi nella comunità quando questo significava dedicarsi e votarsi ad un ghetto, ad un enclave. Che grande occasione!

Lanciare nel firmamento politico persone che hanno dato senza avere, volti che non sono famosi, ma che hanno le braccia generose.

Perdoniamo il governo Trudeau per le sue dimenticanze e impegniamoci a credere che le sue non sono dimenticanze, ma scelte.

Basta con le lottizzazioni e le premiazioni delle solite facce.

Il Canada è cambiato e la comunità è cambiata. Saremmo contenti se facessero senatori degli sconosciuti?

Io sì, basta che abbiano fatto bene nella loro professione, al servizio della gente, al servizio del Canada. Insistiamo sempre sul fatto che la nostra comunità si è integrata, se è così perchè continuare con questa storia della comunità italiana dimenticata e vilipesa.

Forse questa comunità non esiste più. E se non esiste più perchè resuscitarla con le solite facce ?

Voglio credere che dietro il governo Trudeau ci sia un profondo desiderio di superare il multiculturalismo e che la diversità di etnia e di sesso diventi naturale. Parte della vita quotidiana canadese.

Manteniamo il contatto con la terra d’origine, quello si!, con l’Italia e immergiamoci nell’oceano canadese.

(Mercoledì 16 novembre 2016)

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