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No al diritto di libero commercio tra le Province

No al diritto di libero commercio tra le Province

TORONTO – La Costituzione canadese non sancisce il diritto di libero commercio tra le Province. O almeno, non impedisce che i singoli governi provinciali possano approvareleggi che limitino il passaggio di merci attraverso dazi. 
È quanto ha stabilito ieri la Corte Suprema con una sentenza approvata all’unanimità sul famoso caso “free the beer”, come la stampa si è divertita a definire la vicenda di Gerard Comeau, un 64enne residente a Tracadie, in New Brunswick. 
L’uomo, nell’ottobre del 2012, aveva acquistato in Quebec 14 casse di birra e tre bottiglie di superalcolici, perché nella provincia francofona gli alcolici costano molto meno, ma durante un controllo vicino al confine era stato fermato dalla polizia e multato. Secondo Comeau i suoi diritti erano stati violati e da lì ha iniziato una lunga battaglia giudiziaria che ieri ha avuto il suo epilogo.
I suoi legali sostenevano che la “Liquor Control Act” – legge in vigore in New Brunswick sul controllo della vendita di alcolici – fosse chiaramente incostituzionale: Comeau, in quanto cittadino canadese, aveva il diritto di poter acquistare alcolici in qualsiasi provincia senza alcun tipo di limitazione.
Una tesi questa che è stata bocciata ieri dalla Corte Suprema. Secondo i nove giudici dell’alta Corte, infatti, non esiste “una garanzia costituzionale del libero commercio” interprovinciale. La Costituzione canadese, infatti, “non può essere letta come un precetto di piena integrazione economia in Canada, perché questa interpretazione sminuirebbe la natura del federalismo canadese, costruito sulla diversità regionale all’interno di una singola Nazione”. 
Ma la sentenza della Corte Suprema ha ovviamente un peso maggiore e una valenza più ampia rispetto al singolo caso “free the beer”. La decisione dei nove togati ribadisce il potere giurisdizionale delle singole amministrazioni provinciali di approvare e applicare norme “protezionistiche” sui prodotti nei confronti delle altre Province. E qui si parla di interscambi provinciali estremamente lucrosi come quello del latte, delle uova, del pollame, del vino, dei cereali e, nel prossimo futuro, della cannabis.
Allo stesso tempo la sentenza sembra rafforzare la posizione di chiusura del governo della British Columbia nella controversa vicenda dell’allargamento dell’oleodotto Trans Mountain, un caso questo che rischia di sfociare in una crisi costituzionale per la dura contrapposizione tra gli esecutivi della B.C. e dell’Alberta, con il governo federale per ora incapace di convincere le due province a trovare un accordo.
 
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