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Nafta, Trump minaccia Canada e Messico

Nafta, Trump minaccia Canada e Messico

TORONTO – I margini per trovare un accordo che soddisfi le esigenze americane sono strettissimi: quindi tanto vale cancellare il Nafta. Subito. Destano scalpore, tanto per cambiare, le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ancora una volta entra a gamba tesa su Canada e Messico in una fase estremamente delicata del negoziato sulle modifiche dell’accordo di libero scambio in Nord America. 
“Personalmente – ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca – non credo che possiamo trovare un accordo. E questo perché in passato si sono approfittati di noi enormemente. Loro hanno avuto dei grandi vantaggi, entrambi i Paesi, ma il particolare il Messico, per questo non ritengo che si possa giungere a un accordo. Così penso che finiremo per terminare il Nafta prima o poi”.  Trump ha poi rincarato la dose: “Ve l’ho detto sin dal primo giorno, o rinegozieremo il Nafta o lo termineremo. Non credo che possiamo trovare un accordo senza uscire dal Nafta”.
Parole dure, che alimentano la narrativa trumpiana dell’America sfruttata dai partner commerciali Canada e Messico raccontata dal tycoon newyorchese da mesi. Prima dell’avvio dei round di negoziati, lo stesso presidente in più di un’occasione aveva sottolineato come il Canada ogni anno potesse godere di un surplus commerciale nei confronti degli Usa di svariate centinaia di miliardi di dollari.
Peccato che i numeri, forniti non dal governo canadese ma dal dipartimento al Commercio statunitense delineino uno scenario completamente diverso.
 
Nel 2016, ad esempio, gli States hanno esportato in Canada beni per un valore complessivo di 266,8 miliardi di dollari americani (335,11 miliardi dollari canadesi), mentre le esportazioni hanno raggiunto quota 277.7 dollari americani (348,8 miliardi dollari canadesi). Il disavanzo quindi non è stato di “centinaia di miliardi”, ma di appena 10,9 miliardi di dollari Usa (13,7 miliardi di dollari canadesi).
Andando a ritroso nel tempo, poi, si scopre come negli ultimi anni il gap si sia progressivamente accorciato, esattamente come sostenuto dal ministro degli Esteri di Ottawa Chystia Freeland. Nel 2015 il deficit Usa nella bilancia commerciale con il Canada era di 15,3 miliardi americani, nel 2014 di 36,4 miliardi, mentre nel 2013 e nel 2012 il gap si aggirava sui 31 miliardi di dollari. Insomma, i numeri parlano di un contesto molto diverso da quello a tinte fosche dipinto da Trump.
Ma c’è di più. Andando a spulciare i dati del dipartimento del Commercio Usa, si scopre come il Canada sia appena al 17° posto tra i Paesi che hanno un surplus commerciale con gli Usa. Il primo è la Cina (347 miliardi di dollari americani), seguito da Giappone (64 miliardi) e Germania (63 miliardi). Anche l’Italia è nettamente più avanti nella classifica dei Paesi che – nella visione discutibile del presidente americano – si stanno approfittando degli Stati Uniti, con un surplus di ben 28,4 miliardi di dollari americani, più del doppio di quello canadese. Senza dimenticare che, come qualsiasi economista potrebbe confermare, è impossibile valutare i rapporti commerciali tra due Paesi solamente con i dati della bilancia. In ogni caso, ribadiscono gli esperti, per uscire dal Nafta Trump avrà bisogno del via libera del Congresso e non potrà farlo con una mossa unilaterale: nel qual caso si finirebbe in Corte. Uno scenario questo che non ci sorprenderebbe.
 

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