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Nafta, è subito braccio di ferro Usa-Canada

Nafta, è subito braccio di ferro Usa-Canada

TORONTO – Chi si aspettava un inizio in sordina dei negoziati sul Nafta deve ricredersi. Perché sin da ieri, data ufficiale dell’avvio del primo round di trattative, sono emerse divisioni e profonde spaccature sugli obiettivi che i tre Paesi firmatari si sono prefissati di raggiungere. Gli Stati Uniti, senza mezze misure come ormai vuole la novella “dottrina Trump”, hanno fatto sapere che loro puntano a una profonda revisione del trattato entrato in vigore 23 anni: non una semplice operazione di facciata, ma un ripensamento generalizzato delle linee guida e dei provvedimenti che hanno  caratterizzato il trattato di libero commercio nel continente nordamericano a partire dal 1994.
“Voglio essere chiaro – ha dichiarato il rappresentante al Commercio Usa Robert Lighthizer nel suo intervento iniziale – noi non siamo interessati a ritoccare qualche misura qua e là, o fare qualche update del trattato. Noi riteniamo che il Nafta, al contrario, abbia bisogno di notevoli miglioramenti perché questo trattato è risultato fallimentare per molti americani”. 
E i numeri – è stato questo il ragionamento dell’inviato di Trump – danno ragione alla tesi di Washington. “Anche se di recente abbiamo registrato dei miglioramenti – ha aggiunto – il deficit commerciale con il Canada ha superato i 365 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni.
L’accordo, inoltre, ha portato a una progressiva erosione dei posti di lavoro negli Stati Uniti a favore del Messico”. In sostanza Washington vuole stravolgere il Nafta. Ma siccome la revisione degli accordi non può avere una valenza unilaterale, dovrà per forza di cose fare delle concessioni al Canada e al Messico. Ieri il ministro degli Esteri Chrystia Freeland ha presentato la posizione del Canada. Che al contrario degli States, vuole arrivare a un miglioramento del Nafta attraverso però la conferma dei principi chiave del trattato e la modifica di quei provvedimenti che non hanno reso secondo le aspettative. “Il deficit commerciale – ha dichiarato il ministro del governo Trudeau – non è una misura primaria che permette di capire se un accordo commerciale funzioni o meno. Detto questo, le relazioni commerciali Canada-Usa sono diventate più equilibrate e portano benefici reciproci”.“Noi – ha poi aggiunto – cerchiamo di avere un commercio libero e giusto, ben sapendo che non si tratta di un gioco a somma zero. Il nostro obiettivo, quindi, è che il Nafta continui ad essere il motore per un’economia che produca crescita e posti di lavoro, che tagli i lacci burocratici per le imprese e che porti un miglioramento qualitativo per il lavoro, l’ambiente e l’uguaglianza”. Anche il Messico, attraverso il suo ministro Ildefonso Guajardo, si è espresso su posizioni simili alla controparte canadese.
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