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Morneau difende la riforma fiscale, ma è scontro

Morneau difende la riforma fiscale, ma è scontro

TORONTO – È battaglia sulla riforma fiscale proposta da Bill Morneau. Da un lato il ministro delle Finanze del governo Trudeau difende con forza i cambiamenti proposti, che sono ancora al vaglio delle consultazioni avviate in tutto il Canada fino al prossimo 2 ottobre 
e che arriveranno alla House of Commons per quello che si preannuncia come un autunno caldo a Parliament Hill. Dall’altro però i nuovi provvedimenti voluti dal governo stanno suscitando una forte resistenza nelle associazioni di categoria della classe imprenditoriale e tra i liberi professionisti, medici e ingegneri in primis. Ma quali sono i punti centrali della riforma presentata a luglio dal ministro e perché le nuove misure sono diventate bersaglio di così tante critiche? La riforma fiscale di Morneau si basa, sostanzialmente, su tre punti fondamentali ed è rivolta agli imprenditori di aziende medio piccole che guadagnano più di 73mila dollari all’anno. L’obiettivo dichiarato del ministro è quello di andare a chiudere delle scappatoie fiscali previste dalla legge che a suo dire creerebbero un regime impositivo iniquo e a due velocità.
Il primo cambiamento riguarda la possibilità concessa a un imprenditore di utilizzare la propria impresa come uno strumento per spostare il suo reddito – con un salario o pagando i dividendi – a un componente della sua famiglia che paga meno tasse anche se questo non lavora nell’azienda stessa. Una prassi – sostiene il ministro – che sottrae all’erario circa 250 milioni di dollari in mancate entrate.
La seconda modifica cerca di limitare l’uso delle aziende private come mezzo per fare investimenti passivi in azioni o nel mercato immobiliare: l’obiettivo è di trattare da un punto di vista fiscale – gli investimenti interni all’azienda esattamente come quelli esterni.
La terza modifica, infine, punta a limitare la facoltà di convertire le entrate regolari dell’azienda in utili capitali che sono sottoposti a un regime fiscale più basso. Secondo Morneau, due terzi degli imprenditori e liberi professionisti delle piccole imprese canadesi non saranno colpiti dalla riforma, che al contrario interesserà solamente chi guadagna di più. 
Ma la riforma nelle ultime settimane è stata criticata da numerose associazioni, tra le quali quella dei medici, alcune del settore agrario e dalla Canadian Federation of Independent Business, secondo le quali la riforma è destinata ad aumentare in modo indiscriminato la pressione fiscale sul tessuto produttivo del Paese. 
E i conservatori di Andrew Scheer promettono di dare battaglia in parlamento.
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