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Lavoratori senza documenti, si va verso lo scontro

Lavoratori senza documenti, si va verso lo scontro

Lavoratori senza documenti, si va verso lo scontro

di Francesco Veronesi

TORONTO – Continua il pressing dei rappresentanti dei lavoratori stranieri senza documenti per arrivare a una soluzione politica della crisi. In due memo durissimi della Undocumented Worker’s Committee dei quali il Corriere Canadese è entrato in possesso il gruppo traccia un bilancio della situazione e delinea quelle che potranno essere le future strategie di azione per aumentare la pressione sul governo federale su questo delicatissimo tema.

Lo scorso settembre la commissione Risorse Umane aveva formalmente avanzato al ministro dell’Immigrazione John McCallum due richieste: la necessità di mettere in piedi delle regole più flessibili per quanto riguarda i permessi di lavoro da dare ai lavoratori stranieri – dopo il lungo periodo di tolleranza zero voluta dagli ex ministro conservatori Jason Kenney e Chris Alexander – e soprattutto un percorso a tappe per arrivare a una legalizzazione di un milione di lavoratori stranieri senza documenti in Canada.

Allo stesso tempo, un gruppo di parlamentari del Partito Liberale – tra questi Peter Fonseca, Alexandra Mendes, Julie Dzerowicz e Sonia Sidhu – aveva presentato una raccomandazione al ministro, chiedendo il lancio di un progetto pilota per legalizzare un numero limitato di lavoratori illegali. Ma il governo si è preso fino al prossimo gennaio per dare una risposta e il gruppo è intenzionato a non mollare la presa. Anche perché questa situazione riguarda una vasta pluralità di lavoratori stranieri per la maggior parte portoghesi, ma anche italiani e polacchi, che chiedono di poter continuare a vivere in un Paese nel quale si sono perfettamente integrati.

Secondo quanto emerge da un memo dell’11 novembre, il chair dell’organizzazione Manuel Alexandre rileva un crescente stato di “amarezza e rancore sentita dagli italiani, dai portoghesi, dai polacchi e da altre comunità europee e i loro lavoratori senza documenti”. E questo per la presentazione dei dati sulla distribuzione delle residenze permanenti che conferma come – continua il presidente della Undocumented Worker’s Committee – “l’immigrazione in Canada ha due velocità: visti per chi arriva dalle ex colonie dell’Inghilterra e della Francia e status di lavoratori senza documenti per gli italiani, i portoghesi, i polacchi e gli altri europei dell’area Schengen”.

Il gruppo è intenzionato ad aumentare il pressing su parlamentari e governo e questo praticamente da subito. Nel memo, infine, si sottolinea come, se “Trudeau non si muoverà entro Natale, nel nuovo anno si assisterà a un inquietante cambio del nostro tono”.

(Lunedì 14 novembre 2016)

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