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La Farnesina promuove modifiche a Casa Italia

La Farnesina promuove modifiche a Casa Italia

TORONTO – “Almeno si è aperto il dialogo  e sta procedendo” ha dichiarato PierLuigi Roi, potenziale candidato nelle prossime elezioni italiane. Gli è stata chiesta un’osservazione, nella consultazione pubblica organizzata dal Console Generale Giuseppe Pastorelli, nell’ambito del progetto del Governo Italiano di ristrutturare Casa Italia.
A differenza delle note circostanze che riguardano i beni pubblici in mano a Villa Charities, gli intervenuti borbottavano in privato. 
Infatti il Console Generale Pastorelli ha voluto annunciare il lancio di un “Call for Expression of Interest” (EOI) dal mercato mondiale per un qualsiasi progetto per “restaurare e riportare al suo antico splendore la Chudleigh House”, conservando il Consolato nel cuore della città di Toronto,  riaccendendo l’immagine dell’Italia in Canada e ottenendo benefici reali per la comunità italo canadese. Nessuna idea o disegno è sul tavolo delle discussioni. 
Non ci sono limiti a ciò che può essere proposto. Le uniche restrizioni sono quelle imposte da una scadenza di circa sei settimane sul tempo di una risposta, seguente l’emissione del bando.
Ogni partecipante verrà messo al corrente di un paio di elementi significativi e finanziamenti rilevanti: (1) l’attuale piano  catastale permette solo una struttura di 1,300 metri quadri (circa 13mila piedi quadrati) e (2) La Canadian Italian Business and Professional Association (CIBPA) pare abbia il diritto di prelazione su ogni progetto, che può scegliere di esercitare in cambio di un rientro pari a 40mila dollari. Nessun disegno è stato presentato all’opinione del pubblico. Nessun’idea per una valutazione pubblica. È stato solo l’annuncio di una richiesta per un piano di finanziamento aperto  che soddisfacesse le necessità di mercato di un qualsiasi potenziale partner del settore privato.
Alcuni attivisti della comunità, come il professor Elio Costa e l’ex parlamentare provinciale e presidente del WSIB, Odoardo Di Santo, hanno evidenziato alcune preoccupazioni. Queste persone hanno una lunga esperienza con Casa Italia. 
Il Governo Italiano non ha nessun interesse o capacità economica per la restaurazione di un sito storico al di fuori dei suoi confini nazionali, anche se sostiene questa iniziativa. 
Anche il pronipote del proprietario originale (che aveva venduto la proprietà alla comunità italo canadese nel 1936) pare essere a favore dell’impresa. 
Ma senza l’intenzione di contribuire finanziariamente. Non c’è nessun intendimento annunciato o sostenuto dalla CiBPA (che condivide lo stesso indirizzo con Villa Charities Inc e similmente si auto proclama la voce della comunita’ italiana), mirato a consultare “la comunità”, prima o dopo le risposte all’EOI. Dobbiamo solo aver fiducia che compiano il giusto operato. Villa Charities era assente all’incontro. Il Congresso degli Italo Canadesi nemmeno ha risposto all’invito. 
Eccetto i signori PierLuigi Roi e Tony D’Aversa, nessun altro candidato potenziale o dichiarato per le elezioni italiane ha trovato il tempo di partecipare. 
Un rappresentante della stampa (casualmente diretto nella sua domanda) ha evidenziato quali saranno i temi del futuro: Casa Italia “Riguarda … il suolo canadese e… la storia canadese … siete accomodati su una delle proprietà più scottanti di Toronto … siete seduti su cuscini imbottiti di dollari …”
 
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