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Italiani esclusi anche dall’Order of Canada

Italiani esclusi anche dall’Order of Canada

“Promuoviamo i successi degli italocanadesi”

 

TORONTO – Gli Stati Uniti si so-no appena lasciati alle spalle una campagna presidenziale a dir po­co tumultuosa. Il risultato ha spin-to alcuni commentatori ad ammi­rare i valori del Canada, in parti­colare l’apertura e la diversità. Di certo questi due elementi sono la nostra unica fonte di forza cultu­rale, sociale ed economica perché il pluralismo include molti punti di vista.

In ogni caso, qualcuno si è ac­corto che il Senato non include nessun canadese di origine ita­liana? La questione non riguarda la possibilità che gli italocanade­si votino in un certo modo a causa della loro etnicità. Riguarda inve­ce l’esperienza e il talento all’in­terno della nostra comunità espo­sti ed espressi nelle nostre istitu­zioni governative.
Attraverso questa dimentican­za, il governo sta dicendo che nessun canadese di origine italiana non ha raggiunto nulla che val­ga la pena riconoscere. La sfida è quella di rendere quel contribu­to al Canada più evidente e me­glio conosciuto nel modo più am­pio, dando visibilità e orgoglio ai canadesi di origine italiana che si sono realizzati. 

Spostiamo la nostra attenzio­ne sull’Order of Canada. Lungo gli ultimi cinque anni (2011-2016), 788 riconoscimenti di questo tipo so-no stati attribuiti per riconosce­re le sbalorditive conquiste, im­pegno alla comunità e servizio al­la Nazione. Di questi, 14 sono stati attribuiti a canadesi di origine ita­liana. Si tratta di un misero 1,8% in 5 anni. Adesso consideriamo che nel 2011, il 4,6% della popolazione canadese si è dichiarata di origine italiana, totale o parziale.
Verosimilmente, il Governato­re Generale ha attribuito il 2,8% di onorificenze in meno rispetto alla proporzione degli italocana­desi nella popolazione; addirittu­ra meno usando la base della po­polazione nel 2016. Sembra strano pensare che non ci fossero altri potenziali candidati di origine ita­liana da scegliere nell’arco di cin­que anni.
Ma questa è una storia che può avere un lieto fine. Noi abbiamo l’opportunità di riflettere su come possiamo attivare quel riconosci­mento pubblico, specialmente per le donne di origine italiana, che hanno servito il Paese nel pubbli­co o nelle organizzazioni civiche senza alcun riconoscimento. 

Forse è giunto il tempo di pen­sare a come possiamo promuove­re e riconoscere a livello naziona­le le conquiste e l’impatto che ab­biamo avuto su questo grande Pa­ese. Tra noi, ci sono in modo si­gnificativo talento e leadershi­p con un forte senso civico, spe­cialmente tra le donne di origine italiana. L’umiltà è una virtù come sapere tirare su le persone. Pro­muoviamo il nostro successo e ri­conosciamolo.

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