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Il ministro Freeland: un Nafta sul modello del Ceta

Il ministro Freeland: un Nafta sul modello del Ceta

TORONTO – Taglio della burocrazia, apertura degli appalti governativi, miglioramento degli standard nel mondo del lavoro ed agevolazione per i professionisti che vanno a lavorare nei Paesi firmatari.
Sono questi gli obiettivi del Canada in vista del riavvio del negoziato del Nafta elencati ieri dal ministro degli Affari Esteri Chrystia Freeland.
Obiettivi – ha sottolineato l’esponente del governo Trudeau – che Ottawa cercherà di raggiungere al termine dei sette round di negoziati con gli Stati Uniti e il Messico. 
Ma nel ragionamento della Freeland – sviluppato ieri prima ad un forum organizzato all’Università di Ottawa e poi direttamente davanti ai componenti della commissione Commercio internazionale della House of Commons – emerge anche un altro elemento di grande importanza: il governo liberale ha infatti intenzione di utilizzare il Ceta come possibile modello di riferimento per il nuovo Nafta.
 Freeland ha sottolineato a più riprese come l’accordo di libero scambio siglato dal Canada con l’Unione Europea rappresenti “un esempio di patto commerciale progressista che il Canada vuole vedere anche nel nuovo Nafta”. “I canadesi – ha aggiunto – supportano il libero commercio. Ma il loro entusiasmo scema quando gli accordi commerciali mettono i nostri lavoratori in uno svantaggio ingiusto a causa degli alti standard lavorativi che noi giustamente chiediamo”. Tra le misure che saranno proposte in fase negoziale, sono presenti il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, alto livello di protezione dell’ambiente, la promozione della uguaglianza tra i sessi e la riforma del sistema che regola le dispute tra gli Stati e gli investitori. Nel mandato consegnato dal governo alla delegazione di negoziatori canadesi, ci sarà inoltre il rifiuto al ritocco delle quote di produzione locale per i principali appalti governativi, la facilitazione del transito dei lavoratori che devono in via temporanea lavorare in uno dei tre Stati firmatari e la difesa del meccanismo di gestione e arbitrato sulle dispute che si vengono a creare per il pagamento dei dazi doganali. In questi tre fronti, Ottawa sa già che dovrà scontrarsi con Washington e con le linee guida dettate dal presidente Donald Trump ai negoziatori americani.
Oggi la Freeland sarà a Washington per una cena che darà il via al primo round di negoziato. Domani si entrerà nel vivo della trattativa.
 
 
 
 

 

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