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Il Canada si scopre più intollerante degli Usa

Il Canada si scopre più intollerante degli Usa

Il Canada si scopre più intollerante degli Usa

di Francesco Veronesi

TORONTO – Il Canada si scopre più intollerante e meno propenso all’accettazione del diverso rispetto agli Stati Uniti. È quanto emerge da un sondaggio choc effettuato dall’Angus Reid Institute per la Cbc, nel quale viene fotografata una diffidenza profonda e un marcato scetticismo verso gli immigrati nella patria del multiculturalismo, a differenza degli Usa, nazione del melting pot imperante, di quel “tritacarne” linguistico e culturale che trasforma in “poltiglia” le differenze e porta a un’assimilazione diffusa di etnie e credi religiosi diversi.

Secondo lo studio demoscopico effettuato dalla Angus Reid, il 68 per cento dei canadesi ritiene che le minoranze dovrebbero fare di più nel processo di integrazione e assimilazione con la società “mainstream”, quella dominante quindi, invece di mantenere e difendere gelosamente i propri usi, le proprie tradizioni, i propri costumi e la propria lingua. Negli Stati Uniti, solamente il 53 per cento del campione ha risposto allo stesso modo.

Il sondaggio arriva proprio nel momento in cui si sta sviluppando il dibattito politico sulla controversa proposta, avanzata dalla candidata alla leadership tory Kellie Leitch, sulla necessità di introdurre un test ideologico per gli immigrati: misurare cioè l’aderenza dei valori del potenziale futuro nuovo cittadino con quelli del Canada.

La proposta, che ha scatenato una marea di polemiche, è stata bocciata sonoramente dagli altri candidati alla guida del Partito Conservatore. Eppure, anche il sondaggio della Angus Reid conferma come nel nostro Paese vi sia terreno fertile per ipotesi di questo tipo.

Già nei giorni scorsi alcuni istituti demoscopici avevano cercato di capire fino a che punto l’idea di un test ideologico potesse attecchire nella popolazione canadese: e anche in questo caso i risultati sono stati clamorosi. Secondo la Forum Research, il 67 per cento dei canadesi si dichiara favorevole al controllo dell’aderenza dei valori degli immigrati con quelli del Paese. Tra gli elettori che si definiscono di area conservatrice, poi, la percentuale sale all’87 per cento.

Per quanto riguarda la necessità di una maggiore integrazione delle minoranze, il sondaggio della Angus Reid ci dice anche molto altro. Per esempio, che gli immigrati  che vivono in Canada da meno di 10 anni vedono più positivamente il mantenimento della lingua e dei costumi del proprio Paese d’origine anche nel Paese adottivo. Al contrario, gli immigrati che vivono in Canada da più di vent’anni, tendono ad avere un atteggiamento simile alla maggioranza del resto della popolazione canadese. Su questo fronte poi conta anche il fattore generazionale. I millennial – età compresa tra i 18 e i 34 anni – vedono con maggiore entusiasmo il multiculturalismo e la difesa delle identità etnico-linguistiche sia in Canada che negli Usa.

(Martedì 4 ottobre 2016)

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