CorrCan Media Group

Il Canada apre le porte agli investimenti

Il Canada apre le porte agli investimenti

Il Canada apre le porte agli investimenti

di Francesco Veronesi

TORONTO – Stabilità politica, crescita economica, pressione fiscale bassa, sicurezza nel ritorno degli investimenti. Sono questi i punti di forza presentati ieri da Justin Trudeau a un folto gruppo di potenziali investitori canadesi ed esteri, con l’obiettivo dichiarato di convincerli a investire in massa capitali nel piano sulle infrastrutture messo in piedi dal governo liberale.

Per il primo ministro il “Long Term Investor Summit” organizzato ieri a Toronto rappresenta una grande scommessa. Non solo per la portata rivoluzionaria del progetto che si allaccia anche all’update economico autunnale presentato due settimane fa dal ministro delle Finanze Bill Morneau, ma anche per il profilo della platea con la quale Trudeau ha dialogato ieri: si tratta infatti di alti dirigenti, direttori esecutivi, chairman e Ceo di istituti creditizi, compagnie assicurativi, fondi di investimento e fondi pensionistici del calibro dell’Ontario Teachers’ Pension Plan e del Quebec’s Caisse de dépot et placement. Organizzazioni il cui capitale combinato arriva a quota 23 trilioni di dollari.

E per capire l’importanza del summit torontino basta dare un’occhiata alla lista dei ministri che hanno accompagnato Trudeau al meeting torontino: il ministro delle Finanze Morneau, quello del Commercio estero, Chrystia Freeland, il responsabile delle Risorse naturali, la titolare del portafoglio dell’Ambiente Catherine McKenna, il ministro all’Innovazione, Navdeep Bains, quello dei Trasporti Marc Garneau, il ministro della Sanità Jane Philpott, il responsabile del dicastero delle Infrastrutture Amarjeet Sohi e Melanie Joly, ministro della Cultura.

Ma cosa ha chiesto esattamente il primo ministro? Il suo piano, illustrato in parte da Morneau, prevede la creazione del Canada Infrastructur Bank, nel quale verranno convogliati fondi federali contemporaneamente a investimenti da parte di corporation private, fondi assicurativi e pensionistici. L’obiettivo è di arrivare a riuscire ad attrarre 4 dollari di investimenti dall’esterno per ogni dollaro, che potrebbe far lievitare il fondo fino a 140 miliardi di dollari. Insomma, si tratta di un progetto ambizioso, che ai potenziali investitori garantirebbe ritorni bilanciati, costanti nel tempo e sicuri, al riparo quindi da possibili recessioni o terremoti finanziari nelle principali piazze affari del mondo.

Le incertezze legate all’inaspettata vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane dell’8 novembre, da questo unto d vita, potrebbe costituire un vantaggio per Trudeau e dare peso e sostanza alla sua proposta.

Senza dimenticare che, con il via libera incassato dal leader liberale il mese scorso su fronte del Ceta, il Canada nei prossimi anni potrà contare su un’ulteriore valvola di sfogo per l’apertura di nuovi mercati e per il possibile arrivo di nuovi investitori dal Vecchio Continente.

Lo teso primo ministro ha voluto sottolineare l’importanza del summit e il peso di una scommessa che il governo di Ottawa vuole vincere.

«In questo momento, caratterizzato da populismo e anti-globalizzazione, il Canada offre al mondo un approccio basato sulla stabilità politica, finanziaria, economica e sociali, insieme a una netta apertura alla globalizzazione. Si tratta di un clima molto differente rispetto a quello che vediamo in giro per il mondo».

«E quando mi incontro con potenziai investitori, non ho bisogno di dover sottolineare troppo i fattori appena elencati». Bisognerà però vedere nei prossimi mesi se il governo avrà le risposte in termini di investimento che spera di ricevere.

(Martedì 15 novembre 2016)

Scarica “Il Canada apre le porte agli investimenti”

More in Calcio