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Galati bacchetta il Corriere Canadese

Galati bacchetta il Corriere Canadese

TORONTO – Mi fa piacere leggere il Corriere Canadese. Infatti lo leggo tutti i giorni.
Sfortunatamente non partecipo ai dibattiti che nascono e si sviluppano nel giornale così spesso quanto vorrei. Ma a volte sono costretto a farlo in circostanze come quella della “riforma elettorale” e così metto da parte altre questioni e intervengo.
Scrivo questo perché, come avvocato costituzionale, sono stato letteralmente inondato da domande e richieste sulla questione del “diritto costituzionale” alla “rappresentanza proporzionale” e sulla riforma in generale.
Il  Corriere Canadese, insieme ai Media mainstream, ha perso il suo tempo chiacchierando sulla questione della “riforma elettorale” promessa dai liberali durante le elezioni e poi velocemente abbandonata dagli stessi.
Il governo federale semplicemente NON PUÒ cambiare il sistema elettorale maggioritario a turno unico perché questo è presente e stabilito dal Constitution Act del 1867.
Per modificarlo, e questa è la mia opinione professionale, sarebbe necessario un emendamento costituzionale con il consenso delle Province. 
Come cittadino io valuto la promessa della riforma elettorale, sulla bilancia delle promesse, come un semplice tentativo di abbindolare l’elettorato. 
Se questo governo avesse avuto almeno un consigliere costituzionale competente, si sarebbe sentito dire che da un punto di vista costituzionale quella strada era impraticabile. Si sarebbe dovuto mettere tutto questo sul tavolo pubblicamente sin dal primo giorno.
Allora perché la questione non è stata presentata come un emendamento costituzionale? Perché la maggior parte dei cittadini legati a un partito politico, preferirebbe un tasso del mutuo più alto, o che il governo triplicasse il debito pubblico, invece di percorrere la strada dell'emendamento costituzionale.
Perché? Principalmente non perché  sia troppo difficoltoso e non abbia senso migliorare il sistema, ma perché nessun partito vuole la vera rappresentanza proporzionale, che garantirebbe governi di coalizione per sempre, come accade in Italia o in Israele e perché questo richiederebbe la difficoltà portate dal compromesso e dal consenso.
 
Rocco Galati è un noto 
costituzionalista di Toronto 
 
 
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