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Fondi sanità, rottura tra Ottawa e le Province

Fondi sanità, rottura tra Ottawa e le Province

TORONTO – Rottura nella trattativa tra Ottawa e le Province sul delicato fronte dei fondi destinati alla Sanità. Il negoziato – al quale hanno preso parte il ministro federale delle Finanze Bill Morneau, quello della Sanità Jane Philpot e le controparti provinciali – è naufragato, vista l’impossibilità di raggiungere un accordo tra la richiesta delle Province e i fondi messi a disposizione da Ottawa. Ma per contestualizzare quanto accaduto, è necessario fare un passo indietro. Nel 2004 l’allora primo ministro Paul Martin raggiunse un accordo decennale con le province, concedendo un aumento del 6 per cento su base annua dei fondi stanziati da Ottawa per la Sanità. Ma prima della scadenza dell’accordo, il ministro delle Finanze conservatore Jim Flaherty cambiò unilateralmente la formula prevista – con decorrenza dal 2017 – abbassando l’aumento annuo al 3 per cento o alla crescita del Pil delle singole province.
Negli ultimi mesi i rappresentati del secondo livello di governo avevano chiesto a gran voce di rivedere questo accordo: il 3 per cento veniva ritenuto una percentuale troppo bassa per fare fronte alle crescenti spese del sistema sanitario. Nel vertice intergovernativo, Morneau aveva messo sul tavolo una proposta che preveda l’aumento annuo del 3,5 per cento, più 11,5 miliardi di dollari da destinare esclusivamente all’assistenza dei pazienti a domicilio e alla cura delle malattie mentali. Le province, dal canto loro, chiedevano un aumento annuo di almeno 5,2 per cento negli stanziamenti. Una differenza elevata, non inferiore ai 30 miliardi di dollari complessivi.
Nonostante il pressing dalle Province, Ottawa ha fatto muro e non ha ceduto, facendo di fatto saltare gli incrementi. Così, a partire dal prossimo aprile, a meno che non si riesca in qualche modo a tornare al tavolo della trattativa, i ministri provinciali dovranno accontentarsi dell’aumento stabilito dalla precedente amministrazione Harper. Il ministro delle Finanze dell’Ontario Charles Sousa ha sottolineato come l’offerta di Ottawa fosse a suo avviso totalmente inadeguata, di poco migliore di quella imposta dal precedente governo conservatore: visti i crescenti costi dei quali deve farsi carico Queen’s Park – con l’invecchiamento medio della popolazione – i fondi che Ottawa stanzia coprono appena il 20 per cento dei costi totali.
Dopo i progressi sull’ambiente e sull’inquinamento, i rapporti tra il governo federale e quelli delle singole province registrano la prima fase di gelo, anche se c’è ancora tempo per rimediare.

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