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Crescita e Nafta, il governo cambia marcia

Crescita e Nafta, il governo cambia marcia

TORONTO – Crescita economica, Nafta, legalizzazione della marijuana, riforma fiscale, sicurezza nazionale. 
Sono questi i principali temi in agenda nel vertice di governo di due giorni organizzato dal primo ministro Justin Trudeau a St. John’s, che ha deciso di portare “in ritiro” il suo esecutivo per mettere nero su bianco quelle che saranno le priorità di governo in vista della riapertura dei lavori del parlamento federale a due anni dal prossimo appuntamento elettorale. Il primo ministro sta cercando di ricalibrare l’azione di governo sulla scia di una crescita economica che viaggia a una velocità maggiore rispetto a quanto era stato previsto ma che potrebbe, come ha avvertito la scorsa settimana Bank of Canada, rallentare il prossimo anno.
 E proprio per questo, blindato l’accordo sul Ceta con l’Unione Europea che entrerà in vigore a partire dal 21 settembre, diventano centrali i round di negoziati con Stati Uniti e Messico sul Nafta. Perché è evidente che lo sviluppo dell’economia del nostro Paese e il trattato di libero scambio con gli States sono intimamente legati. Proprio ieri Trudeau e gli altri ministri hanno ascoltato l’intervento dell’ambasciatore canadese a Washington David MacNaughton, che ha illustrato al governo i passaggi significativi dei primi due round che hanno avuto luogo nella capitale americana e a Città del Messico, così come le difficoltà che sono state incontrate.
 Ma il governo deve anche affrontare alcuni nodi estremamente delicati. Il primo è quello relativo alla legalizzazione della marijuana. Questa settimana, in via del tutto straordinaria, sono iniziati i lavori della commissione Salute della House of Commons nella quale si sta cerando di valutare l’impatto a livello sanitario della legalizzazione della cannabis. Ieri è stato ascoltato l’intervento di Kevin Sabet, ex consigliere di Barak Obama in materia sanitaria, che ha sottolineato come, dal suo punto di vista, la liberalizzazione della marijuana in Colorado, Oregon e Washington abbia portato a delle conseguenze catastrofiche, come l’aumento di consumo tra i giovanissimi e l’aumento degli incidenti stradali provocati da chi si metteva al volante dopo aver fumato cannabis.
Insomma, per il governo si tratta di una bella gatta da pelare, visto che anche gli esecutivi provinciali – a partire da quello dell’Ontario – si stanno organizzando per trovarsi preparati al primo luglio 2018, quando entrerà in vigore la legalizzazione.
I ministri e Trudeau, infine, discuteranno sulla fattibilità della riforma fiscale voluta da Bill Morneau – che non è stata accolto molto positivamente – e della nuova legge sulla sicurezza nazionale, che sarà al vaglio del parlamento nella prossima sessione.
 
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