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Commercio: Stallo nel Nafta, cinque proposte “inaccettabili”

Commercio: Stallo nel Nafta, cinque proposte “inaccettabili”

TORONTO – La trattativa sul Nafta 2.0 si trova in una fase di stallo. Da un lato gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di accelerare il negoziato, che si trova impantanato ormai da quasi due mesi a causa dell’intransigenza americana su alcune questioni chiave. A fare il punto della situazione in una commissione della House of Commons è stato Steve Verheul, il capo del team di negoziatori impegnati a trattare con la controparte statunitense e quella americana. Verheul ha ribadito che esistono cinque proposte avanzate da Washington che il Canada ritiene inaccettabili, perché metterebbero in grave pericolo l’economia del nostro Paese e creerebbero un accordo economico non più tra pari, ma con un unico protagonista – gli States – e due comprimari destinati a litigarsi le briciole.
La prima proposta “indecente” americana è quella relativa alla possibile rivoluzione nel settore automobilistico e della componentistica auto: la richiesta, cioè, che i veicoli prodotti in Nord America, per non dover pagare i dazi doganali, debbano avere un 50 per cento di content americano e l’85 per cento di content continentale. Verrebbe meno il principio di reciprocità, con gli Stati Uniti favoriti rispetto a Canada e Messico.
 Il secondo punto riguarda la richiesta di Washington a Ottawa per ottenere l’eliminazione dei dazi e dei sussidi governativi per il settore dei latticini e del pollame canadesi.
La terza richiesta giudicata inaccettabile è relative alle pressioni della Casa Bianca che vorrebbero limitare la possibilità di partecipare agli appalti governativi per le compagnie canadesi e messicane, anche in questo caso violando il principio di reciprocità.
Quarto punto respinto dal governo canadese è il pressing americano per eliminare il chapter 19, il meccanismo cioè introdotto dal Nafta per la risoluzione delle eventuali dispute attorno ai dazi che prevede la creazione di una commissione binazionale.
La quinta e ultima pillola amara che Ottawa non vuole ingoiare è quella della cosiddetta “sunset clause”: la clausola cioè che fissa la durata del Nafta in cinque anni, rinnovabili dai tre Paesi ogni qual volta si avvicini la scadenza. 
Secondo il governo federale questo creerebbe una situazione di incertezza difficilmente gestibile per l’economia canadese.
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