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Cannabis, conto alla rovescia tra dubbi e timori

Cannabis, conto alla rovescia tra dubbi e timori

TORONTO – La legalizzazione della vendita e del consumo della marijuana sta causando parecchi grattacapi. Ieri a Vancouver è iniziato  vertice di due giorni tra l’Attorney General federale Jody Wilson-Raybould e i ministri della Giustizia delle singole Province con un’agenda focalizzata proprio sullo spinoso tema. Nelle ultime settimane a livello politico sono emersi dubbi e timori che le Province siano in grado di gestire il processo di legalizzazione senza andare incontro a ostacoli e resistenze. 
Per ora solamente l’Ontario ha messo in moto la macchina legislativa per venire incontro al diktat di Ottawa, con la presentazione di una legge quadro che finirà sui seggi di Queen’s Park in autunno e che dovrebbe essere approvato entro la fine del 2017. Ma il conto alla rovescia è già iniziato e il tempo stringe, soprattutto se si tiene conto dell’esigenza di affrontare tutte le zone d’ombra createsi dalla decisione del governo federale di passare dalle parole ai fatti, mettendo nero su bianco un provvedimento chiave della piattaforma programmatica che ha portato alla vittoria elettorale del 2015, ponendo fine a un decennio di governo conservatore.
Ottawa, dal canto suo, ha semplicemente dettato le linee guida della futura legislazione, che dovrà essere implementata a livello provinciale, fissando il limite di età per l’acquisto e il consumo di cannabis – 18 anni – e introducendo una serie di provvedimenti per la repressione sulla guida dopo aver fumato marijuana e sulla vendita illegale ai minorenni. 
L’Ontario ha deciso di alzare di un anno il limite d’età e ha affidato la gestione della vendita all’LCBO, con la creazione di 150 negozi specializzati. Ma le altre province si trovano in una situazione di netto ritardo, tra l’incertezza della strada da intraprendere e la consapevolezza che bisognerà approvare un pacchetto di norme in materia entro e non oltre il primo luglio del 2018.
Ma non solo. All’inizio della settimana la commissione Salute della House of Commons si è riunita per due sessioni straordinarie per discutere proprio dei problemi che sono emersi fino a questo punto e delle sfide – di carattere sanitario e repressivo – che attendono il governo federale e i singoli esecutivi provinciali in vista della legalizzazione del prossimo luglio.
Da un lato ha destato molto interesse la testimonianza di Kevin Sabet, ex consigliere di Barack Obama sul fronte sanitario, che ha illustrato ai componenti della commissione parlamentare le ripercussioni che la legalizzazione della cannabis ha avuto in Colorado, in Oregon e nello Stato di Washington. In particolare, in seguito alla liberalizzazione della vendita e del consumo della marijuana è aumentato drasticamente il numero di consumatori tra i giovanissimi mentre è quasi raddoppiato il tasso di incidenti mortali sulle strade. E su questo punto si è aperto anche un altro fronte, quello dell’associazione dei corpi di polizia  canadese, che ovviamente a partitre dal prossimo luglio reciteranno un ruolo primario sul fronte repressivo e su quello del controllo.
Dirigenti della Canadian Association of Chiefs of Police, dell’Ontario Provincial Police e del Saskatoon Police Service hanno confermato le loro perplessità e hanno ribadito come, almeno a loro avviso, sarò praticamente impossibile farsi trovare pronti la prossima estate. “Se il governo non pospone la data di inizio – ha dichiarato il vice capo dell’Opp Rick Barnum – ci sarà una finestra dai sei mesi a un anno durante la quale le forze di polizia non saranno pronte”. Le associazioni di categoria hanno anche chiesto al governo di rivedere la norma che permette ai singoli cittadini di piantare e crescere fino a quattro piante di marijuana. Secondo i dirigenti della polizia, infatti, questo renderà proibitivo il controllo per eventuali trasgressori. Ma c’è anche un elemento positivo: lo scorso anno 16mila persone sono state arrestate e denunciate per possesso di marijuana. Dal primo luglio questo numero è destinato a scendere a quota zero, visto che il possesso sarà legalizzato. 
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