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WE Charity, il governo consegna gli atti

WE Charity, il governo consegna gli atti

WE Charity, il governo consegna gli atti

OTTAWA – Il governo federale ha annunciato la consegna di migliaia di documenti su WE Charity alla commissione finanze della Camera dei Comuni.
Il mese scorso, la stessa commissione aveva richiesto i documenti per verificare se i rapporti tra il Primo Ministro, Justin Trudeau, e WE Charity potessero aver influenzato la decisione del governo di far gestire all’organizzazione il programma di volontariato studentesco da oltre 900 milioni di dollari.

I membri della commissione sperano, adesso, che i documenti prodotti facciano luce sull’iter che ha portato a quella decisione, prima che l’accordo venisse annullato all’inizio di luglio, dopo che erano emersi i pagamenti fatti dalla stessa organizzazione ai familiari di Trudeau per la loro partecipazione ad alcuni eventi ed a quelli del ministro delle Finanze, Bill Morneau, per i viaggi all’estero effettuati per far visita ai progetti di We Charity nel mondo.

«La gente fa molte domande», ha detto in un’intervista Peter Julian dell’NDP. «Ci sono state molte contraddizioni nelle testimonianze di fronte alla commissione. Quindi i documenti dovrebbero rivelare molto di più, rispetto alle risposte date in quell’occasione».

Ancora non si sa, però, con esattezza, quali documenti riceverà la commissione. Il governo ha consegnato più di 5.000 pagine, ma un gruppo di avvocati deve prima esaminarle per impedire il rilascio di “informazioni protette”. «Non lo sappiamo», ha detto domenica il conservatore Pierre Poilievre durante una conferenza stampa quando gli è stato chiesto quando i membri della commissione avrebbero ricevuto i documenti. «Abbiamo chiesto. Non ci hanno dato la tempistica».

Il presidente della commissione, il liberale Wayne Easter, ha dichiarato che i documenti verranno rilasciati nei prossimi giorni poiché sono stati coinvolti altri avvocati del servizio pubblico per “rivedere” i segreti del gabinetto e le informazioni riservate. Dunque, anche dopo che i documenti saranno stati rilasciati, potrebbero esserci disaccordi sui motivi per i quali alcune informazioni sono state nascoste.

Poilievre e Julian hanno suggerito di “tenere la porta aperta” per verificare eventuali censure, ma Easter ha risposto che il controllo viene condotto dal servizio pubblico professionale e ha ricordato la tradizione secondo la quale il Parlamento rispetta la fiducia degli uffici di gabinetto del governo.

Solitamente preparati per i ministri, per aiutare le deliberazioni e il processo decisionale del governo, i documenti contrassegnati come “confidenze di gabinetto” contengono infatti segreti politici gelosamente custoditi e sono legalmente protetti dal rilascio non autorizzato.

Justin Trudeau aveva già subito pressioni per rinunciare a quella fiducia in occasione del caso SNC-Lavalin: allora, era accusato di aver tentato di esercitare pressioni sull’allora ministro della Giustizia, Jody Wilson-Raybould, su un accordo con la società di ingegneria del Quebec.

«Rispettiamo l’integrità del servizio pubblico», ha ribadito Easter.

Quali documenti sarà possibile vedere? E quelli “visionabili” basteranno a fare piena luce sulla vicenda?